Più servizi e contenuti, 5G e fibra, ma anche soluzioni per Pmi e grandi clienti. Ecco il piano Tim 2019-2021

Riorganizzare il business domestico; efficientamento delle attività con maggiore attenzione al ritorno degli investimenti e ai costi; e crescita in Brasile. Sono obiettivi del piano di Tim per il triennio 2019-2021. A illustrarli, insieme ai risultati 2018 in una conference call con analisti e investitori, l’amministratore delegato Luigi Gubitosi, il cfo Piergiorgio Peluso e Adrian Calaza, cfo di Tim Brasile. La call è stata occasione per parlare anche del recente accordo con Vodafone e della potenziale partnership con Open Fiber.

Luigi Gubitosi (Foto ANSA/MASSIMO PERCOSSI)

Meno annunci e più execution. “Quando gestivo Wind mi piaceva dire ai colleghi che questo tipo di business riguarda per l’80% l’execution, quando sono arrivato in questa società mi sono reso conto che Tim deve fare meno annunci e passare all’execution”, ha esordito Gubitosi, spiegando che “c’è parecchia strategia nel piano” e in tal senso “è incoraggiante essere riusciti a siglare adesso il nostro primo accordo, importante, con Vodafone per accelerare lo sviluppo del 5G, e questo in meno di cento giorni”.

Con Vodafone per il 5G. “Abbiamo siglato il nostro primo accordo importante con Vodafone”, ha spiegato l’ad, che “avrà una partecipazione e diritti come i nostri”. “Vodafone è stata molto collaborativa sull’accordo e in breve termine siamo arrivati a un memorandum of understanding sulla condivisione della infrastruttura attiva” nel mobile per il 5G in Italia, ha spiegato. “Poi lavoreremo anche alla condivisione della infrastruttura passiva di Inwit con Vodafone Italia”, ha concluso.

Oltre all’accordo con Vodafone, Gubitosi ha rivendicato altre iniziative strategiche assunte nei primi 100 giorni: “abbiamo dato inizio al cambiamento culturale” e “cambiato il management”, ha detto (incarichi importanti a Carola Bardelli, Simone Cantagallo e Carlo Nardello, Alessandro Picardi nominato responsabile public affairs e a Luca Josi la nuova direzione Brand Strategy Media & Multimedia Entertainment nonché la responsabilità di TimVision).

Open Fiber. Per quanto riguarda la potenziale partnership con Open Fiber per la fibra “stiamo lavorando su 50 sfumature di rete”, ha spiegato l’ad (“accordi commerciali, partnership, coinvestimenti”), facendo capire che “il dialogo è su tutte le opzioni” possibili con l’obiettivo di “generare valore e vantaggi per tutti gli stakeholder, mercato, cittadini, Paese”. “Non c’è una fine della storia predefinita in nessun senso, non sto escludendo nulla nè indicando nulla”. Mentre per Persidera “una società ha fatto un’offerta e abbiamo iniziato un negoziato che speriamo di concludere con una vendita a breve”.

Le operazioni allo studio con Open Fiber e Vodafone “non sono assolutamente prese in considerazione nel piano”, ha precisato l’ad di Tim Luigi Gubitosi. Che ha aggiunto: “l’obiettivo finale è ricominciare a distribuire i dividendi per soddisfare i nostri azionisti”, anche se questo obiettivo “non è attualmente previsto  dal piano. Secondo Gubitosi, inoltre, in Tim finora “non c’è stata disciplina sul ritorno dei capitali investiti” e si è pensato troppo al breve periodo mentre invece “dobbiamo pensare cosa succederà da qui ai prossimi 20 anni”.

Tra gli obiettivi del piano 2019-2021 rientrano: l’ampliamento dei servizi ai clienti fissi e mobile e azioni di re-pricing; rilanciare l’offerta come piattaforma di aggregazione media stringendo nuove partnership e arricchendo il catalogo di contenuti; far crescere i ricavi da servizi Ict per le Pmi e i grandi clienti fino al 48% dei ricavi totali; mantenere la leadership nella copertura con l’ultrabroadband (è atteso che gli accessi in fibra raddoppieranno a circa 4,1 milioni nel 2021); TIM Brasil: aumentare significativamente i clienti nel Mobile post-paid dal 36% al 50% circa della base clienti e incrementare i ricavi B2B al 25% rispetto al piano; Inwit: rafforzare organicamente la propria leadership con un incremento dei clienti, nuove torri e un’infrastruttura di prossima generazione (5G) che potrà ora far leva sulla possibile aggregazione con Vodafone; Sparkle: rilancio della società sotto una nuova guida, aumentando la presenza di infrastrutture e crescendo nell’enterprise networking e nel cloud; partneship con Vodafone per la condivisione della rete mobile 5G.

Una funzione dedicata assicurerà la realizzazione di iniziative di taglio dei costi già identificate che porteranno a un decremento dell’8% sulla base costi aggredibile (che è pari a 5,1 miliardi) e dunque risparmi possibili per circa 400 milioni di euro. Non sono previsti nuovi esuberi ma 4/5mila uscite già previste dall’accordo 2018 che avverranno entro il 2020 attraverso prepensionamenti e quota 100. Si andrà poi a risparmiare su riorganizzazione rete vendita, digitalizzazione servizi ai clienti, razionalizzazione credit management e riduzione al minimo del numero di offerte, ristrutturazione dei processi aziendali ed efficientamento energetico, riorganizzazione degli spazi e dismissione di edifici non strategici.

Il 2018 di Tim. Il 2018 di Tim si è chiuso con una perdita di 1,411 miliardi e sconta,  ricorda una nota, “la svalutazione per 2,59 miliardi”. Dopo 2 miliardi già svalutati a settembre, infatti, “in sede di bilancio annuale è stata rilevata una svalutazione addizionale di 450 milioni” sul business domestico e “di 140 milioni attribuito ad international wholesale”. I ricavi ammontano a 19,1 miliardi (-3,6%, pesa la svalutazione del real brasiliano di circa il 20%), l’ebitda ammonta a 7,713 milioni (-1%) e l’ebit a 727 milioni di euro (-77.9%). Il flusso di cassa è positivo per 2.077 milioni di euro. L’indebitamento finanziario netto ammonta a 25,7 miliardi. Tim punta nei prossimi tre anni a ridurlo a 22 miliardi.

Ecco i target finanziari del piano 2019-2021:

– Ricavi di Gruppo Organici da servizi sono previsti in leggera riduzione (low single-digit) nel 2019 mentre una crescita (low single-digit) è prevista sia nel 2020 sia nel 2021;
– L’EBITDA Organico di Gruppo è previsto in leggera riduzione (low single-digit) nel 2019, mentre una crescita (low single-digit) è prevista sia nel 2020 sia nel 2021;
– I ricavi da servizi Domestic sono previsti in leggera riduzione (low single-digit) nel periodo del piano con l’obiettivo di stabilizzarli dal 2020;
– L’EBITDA Organico domestico è previsto in calo low single-digit/mid single digit nel 2019 e in crescita low single-digit sia per il 2020 sia per il 2021;
– I ricavi da servizi per TIM Brasil (al netto del fattore cambio) sono previsti in crescita del 3-5% nel 2019 e in crescita mid single-digit sia nel 2020 sia nel 2021;
– L’EBITDA in Brasile è atteso crescere mid/high single digit nel 2019 con la conferma di un target di EBITDA margin di almeno il 40% per il 2020;
– Domestic Capex attesi a circa 3 miliardi di euro annui;
– Capex per TIM Brasil sono attesi a circa 12,5 miliardi di reais cumulati nell’arco del Piano triennale;
– Equity Free Cash Flow cumulato previsto attorno a 3,5 miliardi di euro nel periodo, da incrementare ulteriormente attraverso azioni non organiche attualmente non incluse;
– Riduzione dell’indebitamento di Gruppo con target attorno a 22 miliardi di euro nel 2021 prima delle operazioni non organiche.

Leggi o scarica il comunicato stampa di Tim sul piano triennale 2019-2021

Qui le slides della conference call

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