Nasce Nsl, rete multicanale di Christian Lelli che dà voce alle Ong

Un’emittente green e animalista con un tocco di vegano, attenta ai diritti umani e al sociale, senza news e tg ma con approfondimenti in chiave pop, in stile infotainment.

La conferenza stampa di Nsl tv nella sede di We Gil a Roma

E’ Nsl, emittente “ibrida” e crossimediale, tra televisione e visual radio, messa in piedi da Christian Lelli, fondatore del polo sanitario e veterinario Nsl che opera nel Lazio. È stata presentata oggi, venerdì 22 ma è già in onda dal’11 febbraio ed è visibile sul dtt canale 74 nel Lazio e 194 in Lombardia, sulla piattaforma Sky, sul canale 57 di Tivùsat, in radio per ora a Roma e nel Lazio (sui 90.0 Fm), in streaming su app e sul sito Nslradiotv.it oltre che su Facebook, Instagram e Twitter.

L’obiettivo è ambizioso, presentata come tv “rivoluzionaria e di resistenza” con serie factual acquistate prevalentemente negli Usa e contenuti originali prodotti nei programmi in visual radio per un pubblico “giovane e trasversale”.  La squadra è composta da circa 40 persone in redazione, una squadra di giovani trenta-quarantenni.

Nessuna connotazione politica, dice l’editore, “stiamo dalla parte dei diritti umani” con un buon rapporto con le Ong. Nsl tv punta ad essere infatti anche “la voce di Medici senza Frontiere”, spiega Lelli, già avviate collaborazioni con GreenPeace, il Wwf e Sea Shepherd, alla quale è dedicata la serie “I guerrieri dell’oceano” sulla caccia ai bracconieri o agli inquinatori dei mari. Natura e animali con ‘Journey’, mentre l’informazione è raccontata da ‘HotSpots- cronache dal mondo’, i teatri di guerra più caldi. E ancora ‘The Jesus code’, ‘Ross Kemp’, un viaggio nel sociale e nell’emarginazione, avventure nella savana e spazio ai ‘Veterinari in prima linea.

Nella foto, a sinistra: Christian Lelli; a destra, sopra alcuni conduttori; sotto Jodie Alivernini e Valentina Correani

Le produzioni in casa negli Studi Nsl al Tuscolano, a due passi da Cinecittà, riguardano la visual radio. Si va dal programma bio ‘Green Porn’ (che non è porno ma pop), alle culture delle ‘Tribù’ urbane, tra street artist e letture di libri dal vivo. Hanno il timbro di garanzia Paolo Mieli i racconti su grandi giornalisti ne ‘Italiani di carta’, 40 puntate registrate con intermezzi di Dario Vergassola: da Zavoli a Forattini, da Montanelli a Oriana Fallaci e Tortora. Una collaborazione con lo scrittore Simone Perotti, musica fifty-fifty tra estera e italiana e tante altre rubriche, con occhio di riguardo alla Sanità 2.0.

“Se pure l’acronimo è Nostra signora di Lourdes, l’impresa è ardua e rischiosa”, spiega Chistian Lelli che dice di aver investito “diversi milioni di euro” (il fatturato del gruppo sanitario è di circa 10-12 milioni, assicura). Anche la pubblicità è legata ai contenuti: dall’auto elettrica ai prodotti bio ‘il carrello’ dello spot Nsl sarà almeno per “un terzo dedicato a realtà ambientali”. O a esperienze attive nel sociale e nella sanità, come il Bambin Gesù.

 

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