La penna di Cannavò per fissare le gesta degli atleti azzurri nella memoria collettiva

Si intitola ‘Storia sentimentale dello sport italiano’ il volume edito da Solferino per il decennale della scomparsa di Candido Cannavò, storico direttore de La Gazzetta dello Sport, mancato il 22 febbraio 2009. Il libro, curato dal collega di una vita Elio Trifari, raccoglie alcuni degli articoli più belli firmati da Cannavò sulle prime pagine della “rosea”. Leggendolo, più che sfogliare pagine di carta, sembra di avere tra le mani un prezioso album fotografico o di assistere stupefatti all’incedere ritmato dei fotogrammi di un film documentario sui nostri più famosi campioni olimpici e non solo. Da Pietro Mennea a Paolo Rossi, da Alberto Cova ai fratelli Abbagnale: una trama di ritratti unici e momenti iconici dello sport azzurro, atleti le cui gesta hanno saputo oltrepassare i confini della stretta cerchia di appassionati per coinvolgere emotivamente un intero paese.

Candido Cannavò (Foto Lapresse)

Tanti i ritratti di calciatori (bandiere come Facchetti, Baresi e Totti) e le squadre di calcio, a partire dalla Nazionale campione al Mundial del 1982. Ma anche ciclisti vincitori di Giro e Tour (Moser, Saronni, Pantani), sciatori (Tomba), ginnasti (Jury Chechi) e piloti (Schumacher in Ferrari, Biaggi e l’Aprilia). Senza dimenticare atlete donne e vincenti come Sara Simeoni, Deborah Compagnoni, Isolde Kostner, Fabiana Luperini o la “divina” Federica Pellegrini. C’è la schermitrice Valentina Vezzali con il suo quinto mondiale vinto da mamma. Ci sono le tragedie (il ricordo del Grande Torino perito a Superga, l’Heysel e le morti di Senna e Casartelli) ma anche le favole a lieto fine come l’impresa di Gelindo Bordin alla maratona di Seul 1988 o la Sampdoria che ha vinto Coppa delle Coppe e scudetto nel giro di un paio d’anni.

Il libro può facilmente essere letto da differenti generazioni di italiani senza timore di non conoscerne i protagonisti perché, oltre ad essere atleti che hanno fatto la storia – almeno quella dello sport italiano –, la prosa di Cannavò abbraccia quasi mezzo secolo di successi. Si parte dall’oro olimpico di Mattarelli nel tiro a volo a Tokyo 1964, di cui c’è una cronaca essenziale ma gustosissima, per finire con i titoli mondiali del centauro Valentino Rossi e l’ultimo derby di Paolo Maldini. Ci sono pagine che commuovono, come la rinascita di Alex Zanardi dopo il terribile incidente (autore peraltro della postfazione al volume) o quelle dedicate alle Special Olympics, e altre che feriscono o fanno riflettere come quelle che raccontano la prematura scomparsa del “Pirata” e il dramma della Sla. Certo è che “se ancora vi sforzate di coniugare ragione e sentimento – scrive nella prefazione Andrea Monti, attuale direttore della Gazzetta dello Sport –, troverete nelle pagine che seguono abbondante materia per nutrire la visione romantica dell’agonismo di cui i campioni e le loro sfide sono simbolo”.

Il libro, distribuito anche in edicola con la Gazzetta dello Sport, è stato presentato alla stampa oggi, lunedì 25 febbraio, in Sala Buzzati, durante la mattinata dedicata al Premio Facchetti e al Candido Day.

La copertina del libro

 

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