Tim: continua la battaglia per il cda. Elliott:Gubitosi rischia. Vivendi: il problema non è l’ad

Riprende il confronto tra Vivendi e Elliott per il controllo del cda di Tim. Domenica la media company francese ha presentato le sue proposte per il rilancio della telco, di cui è primo socio con il 23,9% del capitale, avviando la raccolta delle deleghe (affidata a Morrow Sodali) a sostegno della sua richiesta di revocare cinque dei dieci consiglieri espressi dal fondo americano.
Dal fronte Elliott si fa notare come, in caso di vittoria di Vivendi, si potrebbe aprire una nuova fase di instabilità con la caduta dell’ad Luigi Gubitosi e la sua sostituzione con l’ex ceo Amos Genish.

“Vivendi non ha nulla contro Gubitosi, che sta cercando di costruire al meglio il suo piano industriale. La divergenza di Vivendi è con Elliott, i suoi membri del cda e la sua idea di governance a proprio uso e consumo che non rispetta gli interessi di tutti gli azionisti”, ha chiarito un portavoce dei francesi, senza sbilanciarsi sul destino di Gubitosi, il cui piano sembra piacere agli analisti.

La sede di Tim a Rozzano (Milano) (Foto Ansa / Matteo Bazzi)

Il documento di 48 pagine pubblicato domenica da Vivendi, nello specifico, attacca la gestione di Elliott, accusato di aver “fuorviato gli investitori”, “provocato una distruzione di valore” e aver “messo in pericolo la stabilità finanziaria di TIM”, ribadendo come la protezione in derivati abbia disallineato gli interessi del fondo dal resto del mercato. E afferma che solo l’innesto dei suoi cinque candidati possa rendere il cda di Tim “veramente indipendente”.

I francesi al contempo hanno però ammorbidito le proprie posizioni su alcuni dei cavalli di battaglia di Elliott, a partire dal controllo della rete, di cui Vivendi “è pronta a supportare l’integrazione” con Open Fiber a condizione “corrette e congrue” e sotto la supervisione di un cda “controllato da amministratori realmente indipendenti”. Aperture sono state offerte anche in tema di “potenziale vendita di asset non strategici, semplificazione della struttura del capitale (cioè conversione delle risparmio, ndr) e distribuzione di dividendi”.

Finalmente Vivendi ha capito che le nostre proposte sono “sensate”, si compiace Elliott. Secondo cui le accuse alla gestione di Tim, e dunque a Gubitosi, contenute nel documento, rivelano però con “grande chiarezza” che l’ex dg della Rai avrebbe i giorni contati in caso di vittoria di Vivendi in assemblea.

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