Garante Ue privacy: modello di business per la raccolta dati non è cambiato dopo Cambridge Analytica

“Io spero che si tragga insegnamento da Cambridge Analytica. Certo il modello di business non è cambiato”. Ad affermarlo il garante europeo per la protezione dei dati Giovanni Buttarelli, il 26 febbraio, a margine della presentazione del rapporto annuale sulla protezione dei dati personali.“Cambridge Analytica non è la sola società” impegnata nel settore della profilazione degli utenti grazie ai dati, ha ricordato. “E’ il modello normale di business che, nonostante le sanzioni, non è cambiato”.

Il problema, ha continuato Buttarelli, “è che c’è un appetito enorme per queste informazioni che vengono dalle applicazioni, dai social network, dai nostri computer. Si utilizzano dati persino da come dettiamo testi al nostro computer, e magari ci arrabbiamo perché il sistema non ci comprende bene. Per non parlare dei sistemi di intelligenza artificiale alla fase ancora infantile che sono nei nostri smartphone”.

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Giovanni Buttarelli, Garante europeo per la protezione dei dati personali

“Tutto questo può andare bene, ma il tema è fino a che punto ne siamo informati”. E anche “fino a che punto è corretto mischiare tutte queste informazioni per creare un profilo della persona che in alcuni
casi può essere molto azzeccato, mentre in altri può sbagliare. E a quel punto siamo trattati diversamente, in alcuni casi discriminati, perché cominciamo a ricevere alcuni tipi di informazioni e non altri”.

“Quindi la scommessa è che far sì che tutti i partiti e i movimenti politici, di qualunque colore o estrazione, possano fare uso di queste nuove tecnologie, ma in un quadro di correttezza. Nessun arretramento
nella propaganda, ma uguale per tutti e trasparente”, ha concluso.

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