Paterniti: al Tg3 attenzione a social e giovani. In arrivo striscia quotidiana per raccontare l’Europa al voto

“Il pubblico dei tg nel corso degli anni è diventato molto volatile, è abituato a fare zapping. Quindi il tema è ritrovare un’identità. Al Tg3 abbiamo cercato di dare un’identità molto sociale, scavando nelle pieghe più profonde del paese, da sud a nord”. Lo ha detto la direttrice del Tg3, Giuseppina Paterniti, in audizione in Commissione di Vigilanza.

Tg, web e fake news – Se c’e’ una sfida molto attuale per i telegiornali del servizio pubblico, ma non solo, è quella “non solo del racconto sociale, ma anche quella di far capire, di far cogliere come la trappola delle fake news possa in un baleno distorcere la realtà”, ha spiegato Paterniti. in questa logica, ha aggiunto “abbiamo deciso di formare i giornalisti per metterli in condizione di capire il linguaggio della rete e per trovare le chiavi per individuare le fake news”. L’obiettivo, ha sintetizzato, è quello di arrivare ad avere un collega in studio che a fine tg commenta la fake news del giorno, “per rendere consapevole il pubblico dell’importanza di una comunicazione partecipativa”.

Giuseppina Paterniti (Foto ANSA/RICCARDO ANTIMIANI)

“L’altra cosa che stiamo facendo per rapportarci al pubblico è utilizzare le piattaforme social, con dirette Facebook, il lancio dei titoli, sondaggi per dare ai giovani contenuti che non trovano in tv”, ha proseguito Paterniti, sottolineando poi che “gli ascolti ci stanno in qualche misura premiando e siamo molto contenti”. “Il pubblico del Tg3 non è un pubblico anziano ma c’è la necessità di aprire ai giovani”.

L’obbligo del servizio pubblico è di aprire a un’informazione più completa e scommettere su contenuti che, almeno in apparenza, possono sembrare desueti“, ha rimarcato Paterniti che, sull’andamento degli ascolti del Tg3 ha detto: “ci stanno in qualche misura premiando e siamo molto contenti”. Alcuni dati: l’edizione delle 12 mostra che nel periodo dal 7 novembre (giorno di nomina del nuovo direttore) a domenica 24 febbraio media spettatori 951mila e media share 9,5%, con incrementi di 87mila unita’ e dell’1% rispetto ad analogo periodo di un anno prima; per l’edizione delle 14,20, media spettatori 1 milione 813mila spettatori e 11,9% di share, con incrementi rispettivamente di 76mila spettatori e dell’1%; per l’edizione delle 19, media spettatori 2 milioni 171mila e share dell’11,6%, con incremento di 114mila spettatori e dello 0,9%.

Una striscia dedicata all’Europa – La direttrice del Tg3 ha annunciato un ‘nuovo’ Linea Notte, e anticipato il lancio di una striscia quotidiana di 10 minuti, dedicata alle elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo e, più in generale sui temi dell’Unione, che andrà in onda dal primo aprile fino alla fine del mese di maggio. “L’approccio che vogliamo seguire verso le elezioni è quello del: ‘stavolta voto'”, ha affermato Paterniti, che tra l’altro è stata corrispondente da Bruxelles per 8 anni. “Andremo in giro a raccontare tutti i paesi europei per far comprendere una realtà impegnativa e spesso sconosciuta. Finiremo questo discorso sull’Europa con una prima serata in collaborazione con la rete e con un’edizione del Tg3 direttamente dal Parlamento europeo. Non vorremmo che il dibattito verso le elezioni si concentri su fatti di politica interna”.

Piano industriale Rai – Rispondendo alle domande sul nuovo piano industriale che dovrebbe essere approvato dal cda il prossimo 6 marzo, Paterniti ha detto: “sono stata coinvolta dall’ad nell’iter di formulazione del piano industriale. Mi sento di condividere pienamente il progetto”. “Non è detto che mortifichi il pluralismo, anzi, ma sicuramente fortifica l’azienda. La rende multimediale e multipiattaforma. E’ un passaggio inevitabile”.

“La strada del sito unico della Rai è secondo me obbligata. Stiamo allenando i giornalisti del Tg3 perché si possano mettere in relazione con questo progetto e contribuire ad alimentare il nuovo sito appena sarà disponibile”, ha specificato ancora.

“Non siamo più nel mondo della Tv, siamo in un altro mondo. Tutti i servizi pubblici europei si sono già adeguati, noi siamo rimasti ultimi. Se non ci muoviamo perderemo tutti i giovani, ha concluso.

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