Gedi: bene i ricavi 2018 (+5,3%), digitale vale 12,2% del fatturato. Pesano 55 milioni per svalutazioni e ristrutturazioni

Gedi ha chiuso il 2018 con un fatturato in crescita del 5,3% a quota 648,7 milioni, un margine operativo loro pari a 33,2 milioni (52,8 nell’esercizio precedente) ed un margine operativo lordo rettificato pari a 51,7 milioni (da confrontare con i 57,4 dell’esercizio precedente). Sul fronte dei ricavi, spiega la nota del Gruppo con i risultati economici, l’apporto delle attività digitali rappresenta nel 2018 complessivamente il 12,2% del fatturato consolidato ed i prodotti digitali delle diverse testate del gruppo hanno superato a fine anno i 113mila abbonati.

Il risultato netto consolidato registra una perdita di 32,2 milioni “recependo svalutazioni di avviamenti di testate e partecipazioni effettuate a seguito delle verifiche di impairment test per 36,3 milioni e oneri per ristrutturazioni e altre componenti non ordinarie con effetto sul risultato netto pari a 12,6 milioni”. Nell’esercizio 2017 il risultato netto era stato negativo per 123,3 milioni (-125,1 milioni a perimetro equivalente) per effetto di un onere fiscale di natura straordinaria pari a 143,2 milioni “derivante dalla definizione di un contenzioso, pendente in Cassazione, relativo a contestazioni di natura antielusiva in merito ai benefici fiscali derivanti dall’operazione di riorganizzazione societaria del Gruppo Editoriale L’Espresso realizzata nel 1991”.

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Marco De Benedetti, presidente del Gruppo Gedi (Foto Ansa/Alessandro Di Meo)

I ricavi diffusionali, afferma ancora il gruppo, sono aumentati dell’8,3% a 284,6 mln (-8,1% a pari perimetro) in “un mercato che ha continuato a registrare una significativa riduzione della diffusione dei quotidiani”. In crescita del 4,9% i ricavi pubblicitari (-2,9% a perimetro equivalente), a 318 milioni.
Nel dettaglio, con riferimento ai mezzi del Gruppo, la raccolta su radio è cresciuta del 5,5%, “confermando l’evoluzione positiva già riscontrata nel precedente esercizio”. La raccolta su internet ha mostrato una crescita dell’11,0% (+3,1% a perimetro equivalente). Infine, la raccolta su stampa ha registrato un aumento del 3,2% (-8,1% a perimetro equivalente).

Sul risultato finale, ricorda il gruppo, incidono 55 milioni di svalutazioni e oneri per ristrutturazioni. In particolare ci sono gli oneri per 17,6 milioni legati agli accordi collettivi siglati a fine 2018 per la riorganizzazione delle redazioni delle testate La Repubblica e l’Espresso “che comporterà, si legge nella nota, già nel 2019 importanti benefici sul costo del lavoro giornalistico”.

E’ al netto di tali effetti – spiega la nota della società – che è stato determinato il margine operativo lordo rettificato indicato. Vanno poi considerati, tra l’altro, 1,3 milioni di svalutazione di impianti di stampa e 24,2 milioni di svalutazione di avviamenti di testate legati alle verifiche di impairment test.
Il risultato operativo consolidato (negativo per 11 milioni rispetto ai 28,2 milioni del 2017) al netto di queste componenti determina un risultato operativo rettificato di 33,1 milioni e si confronta con i 41,1 milioni del 2017.
Nel confronto con l’esercizio precedente va considerato che il gruppo Itedi (editore de La Stampa e del Secolo XIX) è entrato nel perimetro di consolidamento dal 30 giugno 2017.

Il gruppo editoriale indica che “non si sono verificati eventi di rilievo successivi alla chiusura dell’esercizio” e che “per quanto riguarda l’andamento dei primi mesi del 2019, le evidenze ad oggi disponibili non consentono di prevedere evoluzioni di mercato significativamente diverse da quelle che hanno caratterizzato il 2018”.

In questo contesto, Gedi “continuerà ad impegnarsi nello sviluppo dei propri prodotti, nella implementazione di razionalizzazioni volte a preservare la redditività in un mercato strutturalmente difficile, nel conseguimento di ulteriori benefici derivanti dall’integrazione con il Gruppo Itedi, nel rafforzamento della propria leadership sulle attività digitali”.

 

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