Fnsi: parte la campagna ‘No tagli, no bavagli’. Lorusso: risposta alla situazione attuale e alle misure del Governo

Parte dall’Umbria la campagna ‘No tagli, no bavagli’ che la Fnsi promuoverà con iniziative in tutta Italia su mandato del 28esimo congresso della Stampa italiana. “E’ la risposta a quella che è la situazione attuale e alle misure che, al di là degli slogan e delle dichiarazioni, ha messo o non ha messo in campo fino ad oggi il Governo”, l’ha definita il segretario generale, Raffaele Lorusso, che con il presidente Fnsi  Giuseppe Giulietti, ha illustrato da Perugia temi e obiettivi della mobilitazione.

“E’ chiaro che esiste in questo Paese una impostazione ideologica che punta a ridurre gli spazi del pluralismo dell’informazione, il numero delle voci libere, dei giornali, delle testate che fanno informazione e con esse naturalmente i posti di lavoro”, ha rimarcato il segretario del sindacato nazionale dei giornalisti.

“Quando si colpiscono delle testate piccole, attraverso tagli scriteriati, che non hanno alcun fondamento costituzionale, per costringerle progressivamente alla chiusura e si mettono a repentaglio migliaia di posti di lavoro non si può non essere preoccupati”, ha spiegato Lorusso. “In questi ultimi giorni abbiamo registrato aperture verbali da parte del Governo, soprattutto dal sottosegretario Vito Claudio Crimi, che annuncia stati generali dell’informazione e comincia a declinare argomenti che, se presi uno per uno, sarebbero pure nella stragrande maggioranza dei casi condivisibili”.

Giuseppe Giulietti e Raffaele Lorusso (Foto ANSA/GIUSEPPE LAMI)

“Peccato però che tutti gli atti adottati fino ad oggi dal Governo siano andati nella direzione opposta”, ha chiosato Lorusso, facendo riferimento, in particolare, al “taglio al fondo per l’editoria, che sarà azzerato entro il 2020 e che porterà alla scomparsa di numerose voci di territori, nonché, entro maggio prossimo, alla chiusura di Radio Radicale, se non ci dovessero essere correzioni di rotta”.

“Quando si colpisce l’informazione e si riduce il suo pluralismo, si comincia a colpire la democrazia. Con questa mobilitazione, a livello nazionale, vogliamo dire di fermare questi tagli, perché c’è ancora la possibilità di intervenire e il Parlamento se vuole può cambiare rotta. Ma questa mobilitazione è anche per dire no ai bavagli, che significa semplicemente chiedere al Parlamento e al Governo di uscire dall’ambito delle parole e della propaganda e di cominciare a fare atti concreti”, ha aggiunto.

“Il Consiglio di Europa ha giudicato l’Italia un paese a rischio”, ha invece ricordato Giulietti. “Troppi giornalisti sotto scorta, troppe querele temerarie per imbavagliarli e ora si chiudono i fondi per l’editoria. Da Perugia parte una grande campagna”, ha concluso.

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