Rai, Cda diviso al voto sul piano industriale di Salini. Borioni con Laganà: dubbi su trasferimento risorse pubbliche a Rai Com

Questa mattina il  Consiglio di Amministrazione della Rai si appresta a votare il Piano industriale dell’ad Fabrizio Salini e si annunciano i primi no.

Oltre alla consigliera Pd Rita Borioni che ha già pubblicamente bocciato il Piano anche il consigliere Riccardo Laganà minaccia un voto negativo. Nella nota di ieri sera il consigliere spiega perchè. “Senza chiare e sostanziali garanzie su trasparenza, risorse economiche, criteri di nomina, valorizzazione delle professionalità interne e delle sede regionali non credo potrò votare per questo Piano Industriale. Al riguardo, invito i partiti di maggioranza a vigilare su quanto sottoscritto all’interno del Contratto di Governo sulla RAI, ovvero maggiore trasparenza, eliminazione della lottizzazione politica e valorizzazione del merito e delle risorse di cui l’azienda già dispone”.

Posizione che Laganà conferma in una lettera inviata questa mattina al Cda di Viale Mazzini, al ministero
dell’Economia, al Mise e alla commissione di Vigilanza.

“Manca trasparenza nel piano industriale anche sulla realizzazione del canale in inglese”.  Scrive il
consigliere d’amministrazione  ricordando  che “il piano industriale prevede una notevole quantità di
risorse pubbliche per l’ottemperanza all’obbligo specifico di servizio pubblico volto alla realizzazione del canale in inglese. Se tali risorse venissero trasferite alla controllata Rai Com, sull’approvazione del piano graverebbero forti dubbi non solo quanto al rispetto del contratto di servizio, ma anche sul doppi  ruolo dei consiglieri Rai con incarichi di amministratore in Rai Com (il presidente Marcello Foa e il consigliere Igor De Biasio, ndr)”.

“Non sarei disposto – prosegue nella lettera Laganà – ad approvare un piano industriale che affidi la gestione del budget del canale in inglese alla controllata commerciale Rai Com, rendendomi inadempiente
al contratto di servizio e dando il mio apporto ad una operazione che non fa gli interessi societari della Rai di servizio pubblico, ma di una sua controllata commerciale. A mio avviso – avverte – non si può
tenere il piede in due staffe, sul voto dei consiglieri Rai non può adombrarsi l’equivoco che una operazione societaria come la realizzazione del canale in inglese sia stata approvata in contrasto con gli obblighi di servizio pubblico per conto di interessi commerciali. Serve maggiore trasparenza nei processi decisionali e
nelle modalità’ di adempimento agli obblighi di contratto di servizio”, conclude Laganà.

Come detto, la posizone critica del consigliere Rita Borioni è nota.  La collocazione del canale in inglese
dentro Rai Com è uno dei nodi “In riferimento alla lettera del  consigliere Laganà inviata nella giornata di oggi – afferma Borioni – relativa alle criticità della collocazione del Canale in Inglese su  Rai Com e alle osservazioni sui profili di incompatibilità tra la  carica di consigliere e presidente Rai e le cariche ricoperte in Rai  Com, mi associo interamente alle richieste e ai rilievi dello stesso  consigliere Laganà. Sono convinta – prosegue la Borioni – che questi  punti debbano essere sciolti prima di procedere nella discussione di  oggi in Cda. Ricordo anche che avevo già sottolineato, al momento  delle nomine a Rai Com, che si sarebbero potute presentare situazioni  di conflitto tra le cariche nella casa madre e quelle in Rai Com”,  conclude la consigliere d’amministrazione.

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