Facebook pensa all’integrazione tra Messenger, Whatsapp e Instagram e punta su criptaggio e privacy

La privacy al centro dei progetti di Facebook. Mark Zuckerberg ha illustrato la sua ‘visione’ per il social con al centro privacy e criptaggio, insieme a una maggiore interoperabilità fra i servizi di comunicazione della piattaforma.

“Renderemo possibile l’invio dei messaggi ai propri contatti usando ognuno dei nostri servizi. Vogliamo offrire la possibilità di scegliere come raggiungere i propri amici fra le piattaforme” Messenger, WhatsApp e Instagram “da qualsiasi app si preferisce”. L’interoperabilità offre “vantaggi di privacy e sicurezza. Con la possibilità di inviare messaggi fra i nostri servizi, si sarà in grado di inviare messaggi criptati a un numero di telefono su WhatsApp da Messenger”, ha spiegato Zuckerberg, sulla sua pagina social illustrando come le comunicazioni saranno più semplici, agevoli e private.

Mark Zuckerberg (Foto Ansa EPA/ETIENNE LAURENT)

“Quando penso al futuro di internet, ritengo che una piattaforma di comunicazione focalizzata sulla privacy diventerà ancora più importante di quanto non siano le piattaforme aperte ora. La privacy concede alla gente la libertà di essere se stessi e di connettersi in modo più naturale, che è il motivo per cui vengono sviluppate i social network”.

“Capisco che molti non credano che Facebook possa o voglia diventare una piattaforma che mette al centro la privacy degli utenti visto che al momento non siamo famosi per i nostri servizi di protezione della privacy”, ha continuato ammettendo come al momento la reputazione del social network non è delle migliori, rilanciando poi: “abbiamo dimostrato più volte di poter evolvere e creare quei servizi che la gente vuole”. Il riferimento è alla pioggia di critiche piovuta su Facebook e al calo della fiducia nei confronti del social network.

Non è infatti la prima volta che Zuckerberg si impegna sul fronte della privacy, senza grandi risultati visto il susseguirsi degli scandali. Allo scetticismo di fronte all’impegno di Zuckerberg si sommano i rischi che una tale politica incontra. Fra questi il fatto che molti governi si oppongono al criptaggio e Facebook potrebbe finire con l’essere bloccata in alcuni paesi stranieri, come lo stesso Zuckerberg ha ammesso.

I sei pilastri della svolta della privacy di Facebook sono: le interazioni private, il criptaggio, la riduzione dei tempi di permanenza dei contenuti, la sicurezza, l’interoperabilità e l’archivio sicuro dei dati. Questo sposterà l’attenzione di Facebook da un social network dove la gente può inviare informazioni a un ampio gruppo di persone, a uno dove è possibile comunicare con gruppi più ristretti e vedere il proprio contenuto sparire dopo un breve periodo di tempo.

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