IOL punta sui servizi transazionali della nuova digital factory di Torino. Roberto Giacchi: riporteremo in Italia una serie di attività – VIDEO

Il taglio del nastro per l’apertura ufficiale della Digital Factory torinese di Italiaonline è stato un momento di commozione per molti lavoratori ex Seat Pg che hanno visto concludersi positivamente una situazione difficile se non drammatica. Con la nascita di questo polo tecnologico si apre infatti una nuova fase di sviluppo che, spiega l’ad di Italiaonline Roberto Giacchi, oggi dà lavoro a una cinquantina di persone che entro i 2020 potrebbero salire di trenta unità.


Presente alla cerimonia di apertura della struttura di Corso Mortara anche il presidente della Regione Piemonte,  Sergio Chiamparino. Che ha paragonato la situazione a quella del suo amato club calcistico: “come il Toro sembrava destinato a un triste destino, ci troviamo adesso a sperare di entrare in Europa, così una grave crisi nel mondo del lavoro torinese ha trovato la via d’uscita grazie all’atteggiamento costruttivo di tutte le parti, lavoratori e management”.

“Ed è solo l’inizio”,  promette Giacchi,  51 anni  arrivato a dicembre da Poste Italiane alla guida di Iol, prima digital company italiana (18.4 milioni di utenti unici al mese, 330 milioni di euro di fatturato) che fa capo a Sawiris. La Digital Factory torinese sarà infatti elemento fondamentale per aprire una nuova linea di business del gruppo, i servizi transazionali. “Il nostro gruppo focalizza la sua attività su due aree, le Pmi che vogliamo accompagnare nello sviluppo digitale, e il mercato consumer a cui ci rivolgiamo attraverso alcuni dei brand più importanti della Rete nazionale come Libero, Virgilio Supereva, Tuttocittà, Pagine Bianche. In questa seconda area, dove il business si è finora focalizzato quasi esclusivamente sull’advertising, vogliamo aprire ai servizi transazionali. Andare oltre il ruolo di publisher e media company per offrire una via facile alle transazioni economiche, all’e-commerce. Le nostre properties sono  sono una gigantesca vetrina per le attività nonchè una rete distributiva frequentata da milioni di persone, un’occasione straordinaria da trasformare in business”.

“Il mercato dell’editoria oggi è una somma algebrica di più e meno che finisce comunque in sofferenza”, prosegue l’ad di Italiaonline, “se però parliamo del nostro mercato, dei servizi digitali alle Pmi, è indubbio che offra tante opportunità. Molte aziende non hanno una presenza online e non hanno un proprio sito, moltissime non fanno ancora e-commerce, non si promuovono, non fanno pubblicità e marketing online, limitando il loro sviluppo. Questa situazione è una grande opportunità per noi, è come una corsa all’oro dove noi cerchiamo di vendere i picconi e le carriole digitali che servono per estrarre il metallo prezioso”.

La scelta di puntare sui servizi transazionali online deriva anche dalla consapevolezza che la raccolta pubblicitaria digitale soffra lo strapotere dei big internazionali, gli Ott Google, Facebook, Amazon e company, che drenano gran parte delle risorse. “La nostra concessionaria Iol Advertising cresce ma in questa situazione riteniamo utile affiancare la parte transazionale”.

Lo sviluppo annunciato oggi da Giacchi sarà presentato a metà anno nel piano industriale 2020-2022 che prevede anche un percorso di internalizzazione per una serie di servizi software finora in outsoucing. Come l’attività di realizzazione di siti web appaltata a un’azienda olandese che verrà gradualmente presa in carico dalla Digital Factory di Torino. “Un processo che, se andrà bene, aprirà opportunità di lavoro e accorcerà i tempi del ‘time to market’”, conclude Giacchi.

Roberto Giacchi (foto Primaonline)
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