Rai, Foa contrario alla redazione unica: fondamentale difendere il pluralismo; il mainstream non mi piace

“Per me è fondamentale la difesa autentica del pluralismo. Sono da sempre contrario a una redazione unica per una grande realtà qual è la Rai”. In un’intervista al ‘Messaggero’ il presidente della Rai, Marcello Foa, parla così del suo apporto al nuovo piano industriale dell’azienda di Viale Mazzini.

Marcello Foa e Fabrizio Salini (foto ANSA/ ETTORE FERRARI)

Al giornalista che gli chiede se l’aver mantenuto i tre tg principali non sia funzionale ad una maggiore lottizzazione, il presidente risponde: “È fuori strada. Io le dico che il nostro è un Paese molto
articolato dal punto di vista politico e culturale. E la democrazia  significa esaltare e valorizzare queste diverse sensibilità. L’impegno morale c’impone di moltiplicare l’offerta ed evitare il rischio
dell’omologazione. Un solo tiggì avrebbe un’influenza spropositata”.

Sul fatto che i tre tg si starebbero adeguando al governo  giallo-verde, Foa ribatte: “Non è vero. C’è chi dice che questa Rai è identica a quella di prima e chi invece sostiene che è monopolizzata dai nuovi. E questa differenza di vedute è la riprova del nostro equilibrio”. E a chi ha ribattezza la nuova Rai ‘TeleVisegrad’ dice: “Siamo molto esterofili in Italia. Prima TeleKabul, ora TeleVisegrad. Il discorso è più alto e più profondo. E le assicuro che se i tiggì sono stati feudi dei partiti, così non deve più essere”.

“I partiti – aggiunge Foa – tendono a monitorare solo lo spazio che ricevono nei tiggì. Convinti che questo sia il modo per influenzare l’opinione pubblica. Questo era vero negli Anni ’90”. Adesso “è diverso. Ciò che un telegiornale deve fare è interpretare in maniera intelligente e onesta la realtà. Ed è importante l’apertura a voci diverse”.

Sul rischio di un passaggio da un mainstream all’altro,  da quello di sinistra a quello sovranista, Foa aggiunge: “La mia filosofia non è questa. A me, il mainstream non piace in nessuna forma. Mi piace invece la pluralità di opinioni. La nostra deve diventare una Rai senza pensiero unico. Questa sarebbe già una
rivoluzione”.

Sui rapporti interni all’azienda, Foa afferma: “Trovo che vi sia un rapporto di collaborazione costruttiva innanzitutto tra me e l’ad. E il Piano industriale, su cui Salini ha fatto un ottimo lavoro, lo ha dimostrato”.

Sull’interlocuzione con la politica, Foa risponde: “Il mio ruolo di presidente di una istituzione importante mi impone il dialogo con le  altre istituzioni e con la politica in generale. Non vedo dove sia lo scandalo”. Sul fatto che alla direzione che si occuperà dei talk show e a quella del Tgr allargato punterebbe la Lega, Foa reagisce: “Le nomine diventeranno operative solo nel 2020. E già adesso mi dite che praticamente sono state fatte? Siamo alla fantascienza!”.

Sull’indebolimento, con la nascita delle divisioni tematiche, del potere dei direttori di rete, infine, Foa afferma: “Può essere un problema, se si guarda alla cosa con lo spirito del passato. Ma nella nuova Rai, il cambiamento si traduce in un diverso utilizzo delle  competenze. Non è un fatto personale, ma un’esigenza epocale”.

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