Rai, Laganà spiega il suo voto contrario al piano industriale: mancano trasparenza e risorse

Con un lungo post  su Facebook il consigliere Rai Riccardo Laganà ha spiegato le motivazioni del suo voto contrario al piano industriale, con quello che lui definisce un “no doloroso”. “Nel piano industriale non ci sono le mie richieste di trasparenza relative ai percorsi professionali, criteri di merito, tracciatura delle procedure, nei processi amministrativi e nei provvedimenti gestionali”.

“Non c’è mai la parola trasparenza in tutto il piano”, ha scritto, lamentando l’assenza di tutele “verso alcune categorie professionali”, come “scenografi, tecnici, registi, autori, montatori, avvocati, impiegati e musicisti”. “Insomma tutte quelle professioni che con tutta evidenza sono state aggredite da collaboratori esterni generando perdita di motivazione, in alcuni casi sfociando in cause costose per la Rai”.

Riccardo Laganà (foto
ANSA/MASSIMO PERCOSSI)

“Non ci sono le sedi regionali”, ha puntualizzato ancora il consigliere eletto dai dipendenti Rai. “Vengono menzionate solo quando si parla di immobili da valorizzare o vendere. Non si dice niente sulla loro funzione prossima ventura”.

“Secondo me è lì che tu racconti bene il paese, che ne definisci i contorni, non può essere utilizzata una sede regionale solo per due tg al giorno e qualche collegamento esterno. No, non lo posso permettere”.

“Non ci sono i soldi da canone per fare tutto e bene; dal governo Monti a quello Renzi è stato un continuo distrarre di risorse pubbliche fino al furto con scasso dell’attuale governo che pretende da Rai la realizzazione di un grandioso piano industriale con sempre meno soldi. La non rosea previsione di bilancio contenuta nel piano parla chiaro, molto chiaro”.

“Il mio no al piano è stato un percorso doloroso, che mi ha scosso molto”, ha proseguito. “Dopo il voto sono tornato in stanza fissando il vuoto per 5 minuti, ma credo di aver fatto di tutto per dare il mio contributo che però non è stato ritenuto utile per ora. Continuerò con ancora più forza a far valere le nostre ragioni, continuerò a battere i pugni sul tavolo affinché la nostra voce diventi ancora più forte. E’ necessario al fine di contribuire alla realizzazione di un piano che nella filosofia complessiva a me piace tantissimo ma che deve vederci protagonisti assoluti altrimenti non avrà mai le gambe per camminare verso la Rai prossima ventura”, ha concluso.

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