Freccero: voglio ridare visibilità a Rai2. Progetti rischiosi per tornare al centro del discorso mediatico

“Il mio primo obiettivo è quello di ridare visibilità alla rete. Farla ridiventare centrale nell’agenda mediatica, far sì che la programmazione crei polemica, esca dall’anonimato. Per farlo deve scompaginare, andare oltre l’ovvio”. Ad affermarlo Carlo Freccero direttore dei Rai2 in audizione oggi in Commissione di Vigilanza Rai.

L’informazione è oggi, una delle poche giustificazioni, se non l’unica, a mantenere un servizio pubblico a cui non si riconoscono più altri ruoli. In questi anni la Rete Due si è svuotata di appuntamenti capaci di raccontare la cronaca politica a favore di altre realtà come La7 e, negli ultimi tempi, anche come Rete4″, ha spiegato. “L’informazione deve ritornare centrale nell’offerta di Rai2, soprattutto nell’approfondimento delle notizie del giorno. Va inoltre sottolineato come nello scenario televisivo attuale, tutti i maggiori opinionisti si siano trasformati in vere e proprie star del video e di conseguenza siano sottoposti a contratti di esclusiva con le più importanti agenzia di spettacolo. Questo, rende difficile trovare conduttori convincenti ed inevitabilmente, ha trasformato la natura stessa dell’informazione che tende a ibridarsi con i generi più spettacolari”.

Freccero ha parlato di alcune sue decisioni in fatto di programmazione. “La scelta che ho fatto è stata quella di dar vita a progetti rischiosi ed è stato fondamentale farlo proprio il lunedì, il giorno del massimo ascolto della rete ammiraglia che ha trasmesso i nuovi episodi di una delle fiction più amate e viste di sempre: ‘Il commissario Montalbano’ e prima ancora ‘La Compagnia del Cigno’. E’ proprio in questa serata che ho collocato il format “C’è” (con Celentano, Benigni e Grillo) che sono stati seguiti dai progetti sperimentali sulla tv anni Novanta con Lele Mora, Emilio Fede e Gianfranco Funari. A prescindere dai dati di ascolto che hanno avuto riscontri diversi, comunque, questa programmazione ha fatto sì che la rete esistesse, che fosse al centro del discorso mediatico”.
“Per Povera patria è sbagliato come giorno il venerdì, sarebbe dovuto andare il mercoledì, ma il venerdì come giorno di messa in onda me l’ha imposto il coordinamento”, ha precisato ancora Freccero, chiamando in causa Bruno Vespa. “Comanda ancora in Rai e decide di non avere contro le sovrapposizioni”, ha chiosato,riferendosi al giornalista e conduttore di ‘Porta a Porta’. “Mi sono dovuto inchinare, come ad altre scelte del coordinamento”. “So che ora ci saranno conseguenze per quello che ho detto, ma ora almeno ho fatto chiarezza”.

Carlo Freccero (Foto ANSA/ ETTORE FERRARI)

In merito alla decisione di dedicare uno degli speciali anche al fondatore dei 5Stelle, Freccero ha detto: “Io emblema della voce di Grillo ? Ma per favore, anzi è lui che deve lamentarsi perché nel programma che ho fatto su di lui l’ho limitato, quasi censurato e lui se l’è presa, mi ha detto ‘io non sono mica quello”’. “In questi anni ha vinto un pensiero unico che ha eliminato ogni dissonanza e ogni opposizione. La mia vecchia Rai2 invece era un inno alla dissonanza e l’ho pagata, pensate a Luttazzi, e ha lanciato personaggi come il direttore de Il Fatto, Travaglio. So che il mio problema principale è Popolo sovrano, ma ci lavoro come fosse un dottorato di televisione, è una prova”, ha affermato ancora Freccero, per poi aggiungere: “lo so, sono sulla graticola, ma nella vita bisogna avere il coraggio di provare e sbagliare. Lo faccio con una passione totale e soffro per l’audience come il primo giorno. Non baro nel mio lavoro. Non ditemi però che faccio il tifoso di qualcuno, tutto ma questo no”. Freccero sottolinea: “il mio unico messaggio è che nel Paese c’è una frattura sociale insanabile su cui bisogna intervenire”. Per il direttore di Rai2: “Tutte le TV generaliste sono sovraniste, nel senso che devono salvaguardare l’identità nazionale, la memoria storica. Sono le piattaforme e tentare qualcosa di diverso”.

Sempre su Popolo Sovrano ha aggiunto: “il problema è quello di rifondare l’informazione della rete. Sono partito da un titolo, Popolo sovrano, non per alludere al sovranismo, ma per fare capire che le istanze e i bisogni della gente saranno al centro di questo programma. L’esordio non è stato felice. L’informazione politica è assente da alcuni anni ed oggi, se riproposta all’improvviso, viene rifiutata come un corpo ormai estraneo”. “Ho deciso di ripartire – ha spiegato Freccero – da alcuni fenomeni sociali in un momento storico in cui prevalgono contrapposizioni nette. Ad esempio: perché non si fanno più figli? Perché la gente vuole armarsi?”. Convinto che “il Direttore di una rete generalista ha il compito di tradurre in un linguaggio accessibile temi complessi e per farlo deve proprio partire da questa constatazione, dalla contrapposizione netta del bianco e del nero”. Poi ha aggiunto: “L’autore di Popolo sovrano, Alessandro Sortino, è diventato conduttore affiancato da Eva Giovannini, già collaboratrice di Lucia Annunziata e dall’inviato Daniele Piervincenzi, autore di inchieste che hanno fatto scalpore. Vorrei sottolineare che Sortino è espressione di quel Cattolicesimo che ha oggi la sua maggiore espressione nella figura carismatica e insieme popolare di Papa Francesco”.

Alle domande su un possibile ritorno di Luttazzi, Freccero ha precisato: “Voi sapete che ho perso una rete colpa, anzi, per merito di Luttazzi e ne orgoglioso, però chiaramente voglio avere un controllo editoriale. E’ vero che sono masochista, non guadagno nulla, lavoro 14 ore al giorno, vengo aggredito in modo vergognoso da qualcuno, ma non voglio andare incontro al suicidio”.

Criticato dal deputato della Lega Paolo Tiramani, che gli ha contestato i bassi ascolti, ha criticato la sua visione di TV e gli ha fatto alcune domande sulle scelte di palinsesto, Freccero ha detto ancora: “se vuole le mie dimissioni le chieda, le do subito, faccio un regalo a lei e a quelli che la pensano come lei”. “Per il rispetto che ho per lei le risponderò per iscritto con dati precisi, anche perché lei ha dati molto molto errati. Io sono sotto giuramento e non posso dire falsità”. Rispondendo poi sulla sua visione di TV, sottolinea: “mi chiamano per insegnare all’università, continuo a pubblicare libri. Ho il passaporto in regola per essere attuale sulla tv”. E a proposito dei costi, ha precisato: “Finora ho speso solo 1 milione e 900 mila euro

Restando sul tema di audience, il direttore di Rai2 ha segnalato che “nel periodo trascorso dall’inizio dell’anno ad oggi gli ascolti complessivi della rete rispetto allo stesso periodo del 2018 sono aumentati sia in prime time (+0,52%) che sull’intera giornata (+0,17%)“. Il dato “diventa ancora più importante se si considera la fascia 21.20-23.30 (fascia fondamentale, pregiata da un punto di vista pubblicitario): +1,19%”.

“L’audience è un imperativo categorico, si possono fare film e non avere nessuno spettatore, in TV non si può. Ed è una cosa che consuma, brucia energie e passioni. E’ il demone e l’angelo della tv”. Lo dice Carlo Freccero, in audizione in Commissione di Vigilanza Rai.

“In autunno andrà in onda un inedito talk-show in cui si porterà il mondo del cinema e della musica d’autore in televisione. L’incontro produrrà una nuova forma di linguaggio fuori dai canoni e dai luoghi comuni del piccolo schermo. Ho affidato questo progetto a Giovanni Veronesi”.

Freccero ha sbattuto la mano sul tavolo anche sul capitolo Sfera Ebbasta: “Su una tv pubblica non ci può essere un rapper? Che facciamo il servizio pubblico dell’ordine morale?”, ha esclamato. Scusandosi a tratti per il suo eccessivo accendersi nelle risposte, Freccero ha sottolineato: “Lo sapete. Io non sono Dio, patria e famiglia. Faccio fatica, anche se comprendo che possa essere utile anche questo”.

All’uscita dall’audizione, durata circa due ore e mezza, Freccero, rispondendo ai giornalisti, ha aggiunto: “Luttazzi lo devo incontrare quando ritorna dalla Spagna, per decidere tutto”.

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