Apt diventa Apa e presenta il 1° Rapporto sulla produzione italiana. Leone: adeguati alle nuove tipologie produttive

La presentazione del Primo rapporto della produzione Audiovisiva nazionale, organizzato a Roma all’auditorium dell’Ara Pacis, è stata l’occasione per lanciare il nuovo nome dell’associazione dei produttori, che diventa Associazione Produttori Audivisivi, APA (al posto di Apt).

“Abbiamo voluto adeguarci al nuovo mondo che vede allargarsi le tipologie produttive che formano oggi la filiera dell’audivisivo”, ha spiegato il presidente Giancarlo Leone a una platea formata da tutti i maggiori produttori italiani, rappresentanti delle Istituzioni, come il commissario Agcom Mario Morcellini, dei ministeri di riferimento e dei gruppi televisivi.

Un momento della presentazione (Foto ANSA/ALESSANDRO DI MEO)

‎Il punto centrale della mattinata è stata la presentazione del Rapporto, che segna l’anno zero dell’Apa, mettendo in evidenza un mondo che registra storie di successo. In forte sviluppo infatti la produzione che nel 2017 ha raggiunto un valore vicino a 1 miliardo di euro, con un vero boom della fiction che rappresenta il 38% del mercato per un valore compreso tra i 360 e 380 milioni. Seguono gli altri generi televisivi (intrattenimento, animazione, talk show documentari, ecc. ) con un valore tra i 310 e 340 milioni). Leone ha sottolineato come dato nuovo e importante sia la crescita della partecipazione estera agli investimenti in fiction italiana (50 milioni) + 150% rispetto il 2016-2017.

Le operazioni di M&A sono un’altra cartina di tornasole, che evidenzia da una parte il talento dei nostri produttori e dall’altra le debolezze strutturali del nostro mercato, che vede le nostre principali società di produzione controllate da gruppi europei o internazionali (delle grandi è rimasta a maggioranza di capitale italiano solo la Lux).

Nella foto, da sinistra: il presidente di Confindustria Radio TV, Franco Siddi, il direttore generale contenuti Mediaset Alessandro Salem, l’amministratore delegato della Rai Fabrizio Salini, il presidente dell’Apa Giancarlo Leone e Nicola Maccanico, Executive Vice President Programming di Sky Italia, in occasione della presentazione del 1° Rapporto sulla Produzione Audiovisiva Nazionale (Foto ANSA/ALESSANDRO DI MEO)

Dopo lo scenario illustrato da Leone hanno preso la parola i responsabili dei maggiori gruppi televisivi: Fabrizio Salini, ad della Rai, Alessandro Salem, direttore generale contenuti Mediaset, Nicola Maccanico, direttore dell’area Programming di Sky, e il presidente di Confindustria Radio Tv, Franco Siddi.
‎Con uno stile brillante e inabituale tutti i manager hanno dato informazioni utili per capire le strategie e certe scelte fatte nello loro aziende, stimolati dalle domande puntuali di Giancarlo Leone.

Giancarlo Leone (Foto ANSA/ALESSANDRO DI MEO)

Salini, parlando del nuovo modello organizzativo della Rai basato sui generi, ha dichiarato che “è una riforma necessaria e non rinviabile perché i contenuti saranno sempre più protagonisti e fondamentali per catturare il pubblico che ha abbandonato la televisione lineare”. Sulla stessa lunghezza d’onda Salem e Maccanico. Il direttore generale di Mediaset ha detto “puntiamo sulla produzione di contenuti originali che sono l’unico valore che permetterà alla televisione generalista di resistere all’aggressione delle nuove piattaforme Ott e del video streaming”. Salem ha anche confermato che “aumenteranno gli investimenti sulla fiction” che negli ultimi anni si erano molti arenati.
Nicola Maccanico , alla prima uscita pubblica da capo dei contenuti di Sky, ha rivelato che “c’e un rinnovato impegno produttivo del gruppo verso la produzione indipendente e locale. Perché Sky, che sta attraversando un momento particolare della sua storia ‎con il passaggio di proprietà da Murdoch a Comcast, entra in una competizione globale diversa, dove il contenuto locale e la capacità di essere connessi al cliente sono fondamentali. Per un operatore pay oggi non è solo la quantità del contenuto a fare la differenza, ma la sua esclusività”.
Franco Siddi ha sottolineato positivamente come “oggi c’è la tendenza a fare sistema tra broadcaster e produttori ‎per risolvere situazioni di tipo industriale e istituzionale”.

Lucia Borgonzoni, sottosegretario del Mibac con la delega all’Audiovisivo

Presentata da Leone con parole di grande stima, ha chiuso i lavori Lucia Borgonzoni, sottosegretario del Mibac con la delega all’Audiovisivo, che ha dichiarato “la sua intenzione di fare il meglio per un settore ‎ in fase di espansione, ma che è molto delicato e deve essere trattato con attenzione”. Borgonzoni ha annunciato che “sta facendo una battaglia politica per aumentare il tax credit, leva fondamentale per il rilancio del settore”.

Nella foto, Giancarlo Leone, Lucia Borgonzoni e Fabrizio Salini

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on LinkedIn

Articoli correlati

Radio Radicale, Crimi: posizione del governo non cambia. Fnsi: stop emendamento colpo alla Costituzione

Radio Radicale, Crimi: posizione del governo non cambia. Fnsi: stop emendamento colpo alla Costituzione

Tim, Gubiutosi: opzione su Open Fiber in Cda entro l’estate. Senza senso costruire due reti

Tim, Gubiutosi: opzione su Open Fiber in Cda entro l’estate. Senza senso costruire due reti

Huawei: gli Usa concedono una licenza temporanea (estendibile) di 90 giorni. Google: proroga consente di dare aggiornamenti

Huawei: gli Usa concedono una licenza temporanea (estendibile) di 90 giorni. Google: proroga consente di dare aggiornamenti