Apple replica a Spotify: trattata come tutti. E poi attacca: vogliono guadagnare di più dal lavoro degli altri

Apple risponde a Spotify, che nei giorni scorsi ha accusato la compagnia di Cupertino davanti all’Antitrust Ue di abusare del controllo delle app che compaiono sul suo Store, limitando di fatto i servizi di musica in streaming che sono in concorrenza con Apple Music.

In un lungo comunicato stampa, Apple ha ribattuto punto su punto alle dichiarazioni di Spotify, a cui, ha assicurato, riserva lo stesso trattamento che hanno le altre app, e non risparmia una stoccata all’azienda scandinava, regina della musica in streaming, accusata di voler fare profitti a scapito degli artisti.

“L’obiettivo di Spotify è quello di guadagnare di più dal lavoro degli altri. E non sta cercando di spremere solo l’App Store, ma anche gli artisti, i musicisti e i cantautori”, ha scritto Apple.

Tim Cook (Foto Ansa – EPA/ROBIN VAN LONKHUIJSEN)

“Dopo aver utilizzato l’App Store per anni per far crescere in modo esponenziale la propria attività, Spotify cerca di mantenere tutti i vantaggi di questo ecosistema – inclusi i notevoli guadagni che gli arrivano dai clienti dell’App Store – senza apportare alcun contributo a quel mercato”, ha evidenziato ancora. Allo stesso tempo, è l’affondo, Spotify “distribuisce musica dando contributi sempre più piccoli ad artisti, musicisti e cantautori, arrivando persino a portarli in tribunale”.

Nel merito, la società guidata da Tim Cook ha respinto l’accusa di aver ostacolato la app di Spotify e ha rivendicato il contributo richiesto “per acquisti fatti all’interno dell’app usando il nostro sistema di pagamento. Quella quota è del 30% per il primo anno di un abbonamento, ma scende al 15% negli anni seguenti”.

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