Friday for future: la voce degli studenti si alza per salvare il pianeta

Venerdì 15 marzo. Il centro di Milano è stato animato da migliaia di studenti provenienti dalle scuole secondarie di secondo grado della regione per schierarsi al fianco di Greta Thunberg e gridare  insieme che non esiste un pianeta B e che è quindi nostro compito intervenire per preservare l’ambiente.

“Ricerche dimostrano che se la temperatura della Terra, entro undici anni, aumenta di 1,5 °C, la situazione sarà irreversibile”, questo è quanto ci ha raccontato Riccardo, un ragazzo di 18 anni, milanese, mentre stringe il suo cartellone.

La manifestazione ha seguito un percorso ben preciso: da Largo Cairoli  il corteo ha attraversato via Manzoni per concludersi in Piazza Duomo. Qui i ragazzi hanno condiviso opinioni e mostrato  coloratissimi cartelloni,realizzati utilizzando solo ed esclusivamente pezzi di cartone. “Siamo qui per dimostrare che ci interessa”, afferma una ragazza.

I più giovani hanno preso parte alla manifestazione raccogliendo informazioni soprattutto su Instagram, il social attraverso cui anche la stessa Greta ha diffuso le proprie idee. A scuola la tematica è rimasta un po’ in secondo piano, ma gli insegnanti non hanno ostacolato la partecipazione degli studenti allo sciopero, anzi. Una ragazza che frequenta un liceo artistico, ci dice: “Il preside del mio istituto è entrato in ogni classe per invitare noi ragazzi a partecipare all’evento”.

“Io sto perdendo una lezione per dartene una”: questa è la frase che campeggia sul cartellone di un gruppo di studenti. Sono scesi in piazza per protestare contro l’utilizzo delle tecnologie inquinanti e contro il surriscaldamento globale, per sottolineare come ciò che deve cambiare è dapprima il nostro punto di vista. “Ad oggi non si riesce a percepire abbastanza l’urgenza e la gravità della situazione”, afferma una ragazza che studia medicina all’università statale di Milano.

Tuttavia la manifestazione si è subito presentata come intergenerazionale: non solo studenti, ma famiglie, bambini, giovani e adulti hanno marciato per dimostrare sensibilità verso il tema climatico, far sentire la loro presenza e protestare contro chi dice che Greta viene strumentalizzata dai mass media, tutti rispondono: “E anche se fosse?”, spiega un giovane, “lei è il simbolo di qualcosa che sta pian piano diventando globale e che ha portato questa tematica ad essere finalmente sotto i riflettori dei media”.

Positiva è l’opinione che i ragazzi hanno nei confronti dell’amministrazione del comune di Milano: “La nostra città si impegna per mettersi al passo delle città del nord Europa. La strada è lunga, ma questo è già un punto di partenza, così come lo è il progetto dell’Area B”, spiegano due ragazze nel bel mezzo del corteo. Anche una mamma ha la stessa opinione: “Sala e la sua squadra stanno lavorando per porre rimedio alla situazione, giorno dopo giorno”.

Interessante il punto di vista di una mamma che fa parte del Consiglio comunale (PD): “Greta ha la sindrome di Asperger e proprio per questo motivo non ha paura di gettarsi nella mischia, al contrario ha avuto il coraggio di metterci la faccia. Mio figlio ha partecipato a questa manifestazione e insieme ai suoi compagni ha organizzato due assemblee  nel suo liceo alla presenza di esperti del settore ambientale, per informarsi su questo tema”.

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