Stop M5S all’emendamento salva-Inpgi: proposta ritenuta inammissibile

Stop alla Camera all’emendamento al decretone per il salvataggio dell’Inpgi e il riordino sotto il profilo contrattuale e previdenziale dei comunicatori e degli addetti all’informazione. Con una mossa inattesa a scendere in campo è stato lo stesso presidente della Camera, Roberto Fico (M5S), che con una lettera inviata venerdì scorso al presidente della commissione Lavoro, Andrea Giaccone (Lega), ha stabilito che l’emendamento in questione non avesse i requisiti necessari e richiesti dalla legge e lo ha dichiarato inammissibile, facendolo così decadere.

Il presidente della Camera, Roberto Fico (Foto ANSA / ETTORE FERRARI)

La proposta emendativa Inps/Inpgi al decreto legge su reddito di cittadinanza e pensioni quota 100, annunciata dal sottosegretario al ministero del Lavoro della Lega, Claudio Durigon e sottoscritta da 7 deputati verdi (prima firma Massimiliano Capitanio), prevedeva in sostanza il riordino del sistema dei comunicatori (uffici stampa pubblici e privati in primis), facendo confluire dal 1° gennaio 2020 i contributi previdenziali dall’Inps all’Inpgi e allargando il perimetro degli interessati anche a “coloro che svolgono attività, anche di natura tecnico-informatica, inerente la produzione, il confezionamento o la fruibilità di contenuti a carattere informativo diffusi sul web o su altro canale multimediale”.

L’intervento di Fico non ha mancato di sollevare perplessità. Per quanto formalmente corretto, non è consueto che il presidente della Camera intervenga sull’ammissibilità degli emendamenti in commissione, se non in risposta ad un ricorso. Che in questo caso non c’è stato. O più precisamente era stato fatto dal gruppo del Pd ma relativamente a emendamenti a loro firma e non a quello sul salvataggio Inpgi. Fico, rispondendo al ricorso Pd, ha quindi aggiunto le sue considerazioni anche sulla proposta Inps/Inpgi. “Ci è parso strano. E’ per questo motivo, a scanso di equivoci, che ho tenuto a sottolineare che il Pd è sostanzialmente favorevole alla soluzione adottata dall’emendamento Capitanio”, ha sottolineato Debora Serracchiani. Una proposta appoggiata del resto anche da Forza Italia, che aveva presentato un emendamento simile al Senato in sede di discussione della legge di bilancio e poi allo stesso decretone (primo firmatario Andrea Cangini).

Un disegno mal digerito dal Movimento 5 Stelle, in particolare dal sottosegretario alla Presidenza del consiglio con delega all’editoria, Vito Crimi, che in proposito in passato aveva commentato: “Siamo pronti e prendere in mano il dossier Inpgi, anche per un eventuale allargamento ai comunicatori”, rivendicando però il fatto che la discussione avvenga nell’ambito degli Stati generali dell’informazione, la cui apertura è stata annunciata per il 25 marzo prossimo.

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