Copyright, Perrone: voto Ue ultima chance per tutelare l’anima creativa. All’Italia maggiori benefici

Il voto finale sulla direttiva sul copyright che si terrà la prossima settima al Parlamento europeo è “davvero l’ultima chance” per garantire la sopravvivenza della “industria creativa Ue che è l’anima, il cuore e il cervello dell’Europa”. E “l’Italia, proprio per la storia che ci contraddistingue”, dalla letteratura all’arte sino al giornalismo, “è il Paese che trarrà i maggior benefici da questa direttiva che non gli altri Paesi europei”.
E’ il messaggio del presidente degli editori di giornali europei dell’Enpa Carlo Perrone, in un appello congiunto insieme ad autori (Sacem), musicisti (Impala) ed editori (Fep) alla vigilia della votazione a Strasburgo sulla riforma Ue del diritto d’autore.

Votazione che si preannuncia “per niente scontata” e “molto serrata”, ha avvertito Perrone, soprattutto alla luce della “controlobby” portata avanti in questi giorni dai giganti del web come Facebook e Google, e delle “incertezze” che derivano dalle prossime elezioni europee. Il testo ora al voto, ha detto, “è un compromesso accettabile che difendiamo con forza”.

Carlo Perrone, presidente Enpa (foto ANSA/UFFICIO STAMPA/ANDREA GILARDONI)

Se la direttiva passerà, darà una forza di leva agli editori dei giornali italiani per poter negoziare con Facebook e Google, permettendo loro “di sedersi al tavolo con i grandi aggregatori per trovare accordi virtuosi nel loro interesse e in quello di una stampa libera e forte, e parte della remunerazione dovrà andare ai giornalisti”, ha spiegato il numero uno dell’Enpa. Infatti, anche se è “prematuro” parlare di stime e di come impatterà il panorama mediatico italiano, se le nuove regole Ue sul diritto d’autore verranno adottate “almeno potremo discutere avendo da parte degli editori questo diritto, per cui ci sarà una base su cui discutere”, ha evidenziato Perrone. E sebbene il governo italiano e in particolare il M5S si siano “opposti in maniera molto dura” alle nuove regole europee e ci sia quindi “il timore” che queste siano attuate in modo più blando, secondo il presidente di Enpa “le istituzioni italiane dovranno trovare una soluzione anche a difesa dell’industria creativa italiana”, che rispetto al resto d’Europa ma anche del mondo è “in percentuale superiore proprio per la storia che ci contraddistingue”.

E le stesse Facebook e Google “avranno interesse a trovare soluzioni positive per tutto il sistema dei media italiani, non vorranno essere accusati di essere quelli che hanno distrutto i media in Italia”, ha aggiunto Perrone, annunciando che sarà personalmente a Strasburgo la prossima settimana per seguire il voto all’Europarlamento dove pesano, oltre alla campagna elettorale, anche i rischi del pressing dei grandi aggregatori sui Paesi dell’Est e le tensioni tra i socialdemocratici tedeschi. “Non è una questione di affari, ma una questione di democrazia” per avere un “ecosistema sostenibile”, ha concluso.

Il testo ora sul tavolo, infatti, hanno sottolineato l’ad della Sacem Jean-Noël Tronc, la direttrice della Fep Anne Bergman-Tahon e la presidente esecutiva di Impala Helen Smith, “è molto equilibrato”, in quanto è stato “rivisto molte volte” e “include nuove eccezioni”. Questo evita filtri e monitoraggi ex ante dei contenuti degli utenti, garantisce link, meme, parodie, enciclopedie online come Wikipedia, i servizi di cloud, e tutela start up e innovazione, ma anche text e data mining a fini di ricerca, il patrimonio culturale di musei e biblioteche, e i materiali a scopo didattico.

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