Rcs, Cairo: ragioniamo su lancio di un settimanale finanziario. L’arbitrato con Blackstone atto dovuto

Il dividendo è una cosa a cui tenevamo. Ci sembrava giusto dare un rendimento a chi ha investito in Rcs e non ha avuto nulla per dieci anni”. A dirlo il presidente e amministratore delegato di Rcs, Urbano Cairo, durante la Star Conference 2019 in Borsa Italiana.

L’editore ha definito “assolutamente interessante” il dividend yield del 4% rappresentato dai 6 centesimi/azione che verranno distribuiti sotto forma di dividendo a valere sull’esercizio 2018, spiegando che “l’obiettivo è di continuare ad avere risultati positivi che consentano di dare dividendi”.

A incassare la cedola saranno anche Mediobanca, Pirelli, Unipol e Diego Della Valle, vale a dire i quattro soggetti che, assieme a Investindustrial, nell’estate del 2016 promossero una contro-opa per cercare di contrastare Cairo. “Con loro ho ottimi rapporti, sono soddisfatti”, ha assicurato l’editore. “Non so da quanto fosse azionista di Rcs ciascuno di loro, ma credo che in passato di dividendi devono averne incassati pochi. Credo siano contenti anche del fatto che l’azienda, nel frattempo, si è molto apprezzata”.

“Rcs era un sogno dal 2002, ma non potevo permettermela perché valeva oltre 2 miliardi di euro”, ha spiegato Cairo sottolineando che dal suo arrivo, nell’estate del 2016, “abbiamo più che triplicato il fatturato facendo diventare profittevole la società in pochissimo tempo”.

Urbano Cairo (Foto ANSA / MATTEO BAZZI)

Cairo poi ha  fatto alcune considerazioni sui passi futuri di Rcs. A cominciare dal digitale, su cui ha sostenuto di credere molto. “Investiamo in maniera importante”, ha spiegato, evidenziando l’intenzione di  “sviluppare la componente degli abbonamenti digitali”.
Rcs sta anche “ragionando sulla possibilità di un lancio di un settimanale finanziario“. “Vediamo però se la cosa è possibile”, ha detto l’editore accennando al precedente settimanale finanziario, il Mondo, poi “messo nel cassetto per motivi economici negativi”.
“Ora il gruppo va molto meglio, quindi è un’idea”, ha spiegato Cairo. Rcs è presente nel settore con L’Economia collegata al Corriere della Sera, ma “sicuramente è un’attività in cui potremmo fare di più”.

Sulla situazione della Gazzetta dello Sport, Cairo ha detto: “è in uno stato di salute notevolissimo. Nei primi tre mesi del 2019 non ha perso copie, anche se il campionato è ormai finito”. “Il quotidiano sportivo continua a non perdere copie in un momento come questo, quando i competitor stanno perdendo molto”, ha rimarcato.

Cairo ha espresso il suo dispiacere per la vendita di Rcs Libri alla Mondadori. “Purtroppo lo hanno fatto prima che io arrivassi”, ha detto. “Del resto, ha aggiunto con una battuta, se avessero fatto tutto bene prima, io non sarei mai arrivato”. Cairo ha quindi evidenziato l’importanza dell’esordio (ad aprile 2018) della casa editrice Solferino, i libri del Corriere della Sera, che “nel 2019 avrà già una piccola redditività positiva e raddoppierà il fatturato”.

“Dicono tutti che io sono specializzato nel tagliare i costi. In realtà sono gli sprechi quelli che riduco, tant’è vero che in alcuni casi – come con Io Donna – i costi sono addirittura cresciuti”, ha detto ancora. “Il giornale sta avendo un grande successo grazie anche al nuovo direttore Danda Santini, bravissima ma anche costosissima”. Analogamente, l’editore ha anche spiegato di aver investito per migliorare “formato e qualità della carta utilizzata per la pubblicazione. Taglio di sprechi insomma e non di costi. A ben vedere ho le mani bucate”, ha ribadito, scherzando.

Dal rilancio del settimanale avvenuto nel settembre dello scorso anno, secondo quanto ha sottolineato Cairo, Io Donna ha registrato una crescita dell’8,5% sul fronte delle copie vendute il sabato e dell’11% nella raccolta pubblicitaria. Valori che sono tuttavia ancora lontani dai 57 milioni che la testata toccò quando proprio Cairo ne curava la raccolta, oggi intorno a 25 milioni. “Sono però certo che il grande apprezzamento che stiamo riscontrando sulla testata ci darà nel tempo grandi soddisfazioni anche per la pubblicità. Abbiamo un budget nei prossimi tre anni per recuperare parte di questo tempo perduto”.

Infine una considerazione sulla sede di Via Solferino. Alla domanda se il gruppo editoriale possa lasciare l’immobile a causa dello scontro giudiziario con il fondo Blackstone, legato alla vendita degli immobili del quadrilatero Solferino-Balzan-San Marco-Moscova per 120 milioni di euro nel 2013, Cairo ha detto: “abbiamo un contratto di affitto fino al 2023 rinnovabile, quindi direi che non ci sono problemi”.

“La decisione di impugnare la cessione degli immobili è avvenuta a fronte di un’analisi interna all’azienda che avevamo fatto. Secondo noi erano emerse cose che non tornavano”. Pertanto, ha ribadito l’editore, “è stato un atto dovuto per tutelare tutti gli azionisti: da quello di maggioranza – che siamo noi – a quelli di minoranza. Non c’è nulla di personale in tutto ciò, è semplicemente una cosa che andava fatta”.

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