Italia-Cina: la Nuova Via della Seta passa anche dall’informazione

La Nuova Via della Seta attraversa anche il mondo dell’editoria. Certamente passa per quello del giornalismo e della comunicazione, perchè solo “attraverso la conoscenza reciproca” ci si capisce, si consolida “la fiducia” e si può cooperare al meglio “nell’interesse di entrambe le parti”, spazzando ogni possibile pregiudizio. Oltre che, naturalmente, “conoscere meglio le opportunità di business e di sviluppo”.

E’ un vero e proprio mantra, quello recitato nel corso del convegno sul Dialogo tra Media Cina-Italia che si è svolto ieri al Maxxi di Roma. Un incontro importante, che ha preceduto di poche ore l’arrivo nel nostro Paese per una visita di Stato del presidente cinese Xi Jinping, e che ha visto la partecipazione del viceministro della Propaganda centrale del Partito comunista cinese, Jiang Jianguo, dell’ambasciatore della Repubblica popolare cinese in Italia, Li Ruiyu, di una folta delegazione composta da esponenti di vari dipartimenti cinesi (tra cui Pubblicazione in lingue straniere) e giornalisti (China Radio International, Xinhua News Agency, Economic Daily, China Daily, People’s Daily).

Mai visti tanti reporter e operatori cinesi alla ricerca di commenti tra il pubblico, Vip e non, con particolare attenzione all’opinione di colleghi giornalisti italiani. Il segnale di quanto la Cina stia investendo, a livello diplomatico, ma anche di comunicazione e consenso, nel percorso della Nuova Via della Seta.

Un incontro che ha celebrato anche la firma, alla presenza, per parte italiana, del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Vito Crimi di due importanti accordi di collaborazione: quello tra il Sole 24 Ore ed il quotidiano economico cinese Economic Daily, a cui si affianca quello siglato tra Class Editori e l’agenzia di stampa Xinhua News Agency. Due colossi dell’informazione cinese. Economic Daily è il quotidiano di riferimento per l’informazione economica del governo cinese, fa parte del gruppo Economic Daily Press che comprende 10 quotidiani e 6 magazines, tra cui China Textile News, China Fashion Weekly, Art and China, China Economic Informations e un sito d’informazione economica sulla Cina in 8 lingue. Xinhua News Agency distribuisce le proprie notizie attraverso 180 istituti all’estero e vanta più di 100 milioni di follower sul suo account New China.

“Dobbiamo aprire un canale per comunicare alla Cina l’Italia, è un’opportunità per i media italiani”, ha rimarcato Crimi. Anche se deve fare un certo effetto avere come interfaccia un altissimo esponente della Propaganda centrale del Partito comunista cinese. “I loro modelli non sono i nostri. Non stiamo discutendo il modo con cui uno Stato parla al suo popolo, ma di possibilità di business”, nessuna implicazione di altro genere ha assicurato il sottosegretario.

Il viceministro Propaganda centrale Jiang Jianguo, con Vito Crimi e Vittorio Sgarbi

“Roma non è stata costruita in un giorno, speriamo che i media dei nostri due Paesi si uniscano per scrivere un nuovo capitolo della Via della Seta. Lo spirito di collaborazione, in un’ottica win win, cioè nel mutuo interesse, è alla base della Belt and Road” ha osservato il viceministro della Propaganda centrale del Partito comunista cinese, Jiang Jianguo. Impeccabile, ma anche inaspettatamente molto spiritoso. A Vittorio Sgarbi che presentando la mostra “Design della Cina” negli spazi del Museo nazionale di Arte contemporanea di Roma, parlava a braccio, ha risposto confessando con un sorriso il proprio disagio per il suo discorso scritto ed i troppi fogli di carta, poggiandoli quindi su un tavolo e proseguendo con l’improvvisazione.

Anche questo, forse un ulteriore segno della minuziosa attenzione e cura della delegazione cinese nell’approcciare un mondo diverso dal proprio. E’ saltato agli occhi dei cronisti presenti il rimarcare, da parte dell’ambasciatore della Repubblica popolare cinese in Italia Li Ruyu, ma anche del vicedirettore del Dipartimento per l’estero e la cooperazione internazionale di People’s Daily, Li Zhiqiang, della necessità e importanza della deontologia da parte dei giornalisti, che devono essere “equi, obiettivi, socialmente responsabili” e il loro lavoro “basato sull’etica professionale” e la “verità”. Ma non è passato inosservato anche il fatto che il sottosegretario Crimi abbia colto l’assist, per dirsi d’accordo e sottolineare che “la libertà dei media e dell’informazione passa attraverso l’attenersi ai fatti e non nella libertà di piegare i fatti a proprio piacimento, per dimostrare tesi preconcette” .

Tornando alla missione cinese a Roma, il vice capo redattore di China Daily, Sun Shangwu ha ricordato come “l’Italia diventerà il primo paese G7 a entrare nella Nuova Via della Seta” e che in questo quadro “il ruolo dei media è quello di ponte, saranno una forza che non può mancare”, dunque la collaborazione tra l’informazione cinese e italiana è “importantissima”. “La Repubblica popolare cinese quest’anno celebra il suo 70esimo anniversario – ha sottolineato l’ambasciatore Li Ruiyu – ora il socialismo cinese è entrato in una nuova era e continueremo ad andare avanti. L’apertura fa progredire. La Nuova Via della Seta vuole creare un’economia mondiale aperta. La Cina chiede che tutti i Paesi procedano in questa apertura e che il multilateralismo sia alla base dei rapporti internazionali. Spero che anche tutti gli operatori dei media stringano contatti per cooperare nel futuro”.

“Dobbiamo essere noi i nuovi Marco Polo” dell’era moderna, della Nuova Via della Seta, ha aggiunto Sun Shangwu. “Anche dal punto di vista editoriale la Belt and Road apre ampie possibilità di sviluppo e cooperazione”.

Circa gli accordi siglati con Il Sole 24 Ore e Class editori , lo sguardo di tutti i partner mette a fuoco importanti sviluppi futuri. “Si tratta di un passo molto importante per la collaborazione con la Cina, anche perchè i nostri accordi servono per sviluppare il business di cui il nostro Paese ha tanto bisogno” ha sottolineato l’amministratore delegato del Gruppo Il Sole 24 Ore, Giuseppe Cerbone, ricordando le dimensioni dell’interscambio tra i due Paesi, dove l’Italia figura come terzo Paese esportatore verso la Cina. “Il Sole 24 Ore ed Economic Daily, insieme, possono non solo scambiare informazioni, ma anche favorire lo sviluppo del business tra due Paesi, che sono stati sempre vicini. Le aziende italiane sono ben viste in Cina, un mercato importante. E con la Cina siamo sempre stati amici – ha proseguito -. Il nostro giornale con Economic Daily può sviluppare una maggiore conoscenza reciproca. Ne vedrete delle belle sui mercati”.

La firma dell’accordo è stata siglata dall’AD del Sole 24 Ore Giuseppe Cerbone e dal Vice Direttore Generale di Economic Daily Group Zheng Qingdong (foto Sole 24 ore)

Sulla stessa linea anche Paolo Panerai, di Class Editori, che conosce molto bene la Cina. Nel 1978 quando era direttore de Il Mondo – ha ricordato – conobbe, nell’ambito di una missione italiana, e intervistò (prima di Oriana Fallaci) il presidente Deng Xiaoping. “L’intesa con Class Editori – dice oggi – riguarda collaborazioni con la Tv, collaborazioni con l’agenzia di stampa e anche la prima piattaforma di informazioni, formazione, data base e consulenza per la Belt and Road. E’ un passo importantissimo. Chi è scettico verso la Nuova via della Seta non è nella realtà”.

Da parte cinese, il vice caporedattore di Economic Daily, Zheng Qingdong ha annunciato che grazie alla collaborazione con Il Sole 24 Ore saranno pubblicati alcuni numeri speciali sulla Cina e che l´accordo siglato va visto come “un progetto pilota brandizzato nel partenariato nella comunicazione: bisogna rafforzare gli accordi giornalistici Italia-Cina”. Per lui le prospettive in tal campo “sono molto ampie”. Il vice caporedattore di China Daily (che nella versione italiana viene stampato a Monza e distribuito a Milano e Roma), Shangwu ha auspicato che “le nostre edizioni internazionali possano raccontare la storia dello sviluppo della nostra collaborazione”.

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