Editoria, l’ultimo Fondo Dni distribuisce 1,5 mln di euro a Gedi, Poligrafici, Linkiesta, Sesaab e Ced. In arrivo il nuovo finanziamento Gni

Google ha annunciato i vincitori del sesto e ultimo round di finanziamenti del fondo per l’innovazione Dni, l’iniziativa lanciata nel 2015 per gli editori, per supportare il giornalismo di alta qualità attraverso la tecnologia e l’innovazione.

Per questa tornata sono stati stanziati 25 milioni di euro da Big G, ripartiti su 103 progetti provenienti da 23 paesi diversi. Tra loro anche 5 idee italiane, che hanno ricevuto un totale di oltre 1,5 milioni di euro:
Poligrafici Editoriale S.p.A.(Gruppo Monrif) con Local.me (prototipo);
– Linkiesta.it con LK (progetto di medie dimensioni);
– 1988 (S.E.S.A.A.B.) con il progetto Personalised content experience, (grandi dimensioni);
– GEDI News Network S.p.A. (GNN) con Come Together! (progetto di grandi dimensioni);
– Ced Digital & Servizi srl
, TNTA – Trusted News for Trusted Advertising (progetto di grandi dimensioni).

Tirando le somme, in questi 3 anni con il Fondo Dni Google ha finanziato 662 progetti in oltre 30 paesi. Solo in Italia sono state sostenute 44 iniziative con oltre 10 milioni di euro.

“Siamo rimasti positivamente colpiti dalla varietà e dalla qualità dei progetti che sono stati inviati”, ha commentato Ludovic Blecher, head of Gni Innovation, segnalando come 162 delle candidature ricevute siano state il frutto di collaborazioni tra editori, startup e realtà accademiche. In più, circa il 52% delle 351 candidature sono state presentate da organizzazioni che non hanno mai attinto ai finanziamenti del Fondo Dni prima d’ora.

“I progetti dedicati all’Intelligenza Artificiale e il Machine Learning sono stati ancora una volta quelli su cui i partecipanti si sono focalizzati di più da un punto di vista tecnologico e le candidature del sesto round hanno dimostrato un forte interesse nell’esplorare modi nuovi per incrementare gli abbonamenti, creare nuovi modelli di pagamento e trovare nuove modalità per ridurre al minimo il tasso di abbandono dei lettori”, ha spiegato riferendosi ai progetti di grandi (fino a €1M) e medie (fino a €300.000) dimensioni, cui era stato chiesto di focalizzarsi sulla diversificazione dei ricavi, definita “una delle questioni più impellenti per il mondo dell’informazione”. Più variegate le proposte per i prototipi (con finanziamenti fino a € 50.000), dove, ha segnalato il manager, i “candidati hanno presentato molte nuove idee stimolanti, con persone, organizzazioni e aziende che si sono occupate di tutto, dal fact checking alla realtà aumentata”.

Ma le occasioni per gli editori non sono finite. “Stimolare l’innovazione richiede tempo e il nostro è un impegno a lungo termine”, ha segnalato in conclusione Blecher, annunciando l’arrivo in Europa della GNI Innovation Challenge, collegata a un fondo da 300 milioni stanziati lo scorso anno.
Attualmente in corso con un progetto pilota in Asia, per il primo round l’iniziativa è alla ricerca di idee per l’editoria locale.

“Creare un business model sostenibile per i media locali sia una sfida in Europa, così come in altre parti del mondo”, ha concluso il manager.
Le domande potranno essere presentate in primavera.

 

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