Inpgi, Macelloni: al lavoro per allargamento platea iscritti. In gioco il futuro di tanti professionisti e dell’ente

L’Inpgi “è da almeno trent’anni che cambia costantemente pelle, a seconda di come cambia la pelle della professione di riferimento: abbiamo accolto i telecineoperatori, i pubblicisti, i fotoreporter, gli uffici stampa”. Ad affermarlo la presidente Marina Macelloni, in una dichiarazione ripresa dal sito dell’Adepp (l’Associazione degli Enti previdenziali privati e privatizzati).

“Ogni volta che ci siamo accorti che la professione subiva dei cambiamenti noi li abbiamo recepiti, dando tutte le tutele e garanzie ai colleghi che fanno questo lavoro, o sono dentro questo sistema. Oggi, dobbiamo fare un ulteriore passo in avanti, perché in ballo ci sono sia le tutele di nuovi professionisti dell’informazione, sia l’autonomia dell’Ente che è, peraltro, sancita da leggi dello Stato”, ha spiegato Macelloni, a poche ore dal confronto di questo pomeriggio voluto dal sottosegretario al lavoro, Claudio Durigon, con i vertici dell’Inpgi e di altre Casse pensionistiche dei professionisti.

Marina Macelloni, presidente Inpgi (Foto: Primaonline.it)

Sul tavolo sia l’ipotesi di allargamento della platea dell’Istituto dei giornalisti ai comunicatori, sia altri temi che riguardano la previdenza privata, come la richiesta degli Enti di poter ricavare fino al 5% dei rendimenti patrimoniali per finanziare il welfare a beneficio degli iscritti.

Interpellata anche in merito allo stop M5S all’emendamento al ‘Decretone’ sulla situazione della cassa previdenziale dei giornalisti, Macelloni non ha nascosto la sua delusione. “Avevamo lavorato nelle settimane scorse per raggiungere un accordo politico sia con le forze di governo sia con tutti i protagonisti del sistema quindi le associazioni dei comunicatori, l’Ordine dei giornalisti”. Una volta raggiunto l’accordo sembrava che la questione fosse risolta ma il presidente della Camera ha deciso di dichiarare inammissibile l’emendamento per “estraneità di materia”. Una decisione “particolare” visto che l’emendamento era inserito dentro un decreto che conteneva norme di tipo previdenziale ed è indubbio che la materia trattata dall’emendamento era assolutamente coerente”.

“Non ci arrendiamo, continueremo a lavorare per ottenere rapidamente una norma che consenta all’Istituto di allargare la propria platea di iscritti, di mettere in sicurezza i conti e soprattutto di vedere riconosciuti nella previdenza i cambiamenti profondi che ha attraversato il settore dell’editoria e la professione del giornalista”, ha concluso.

Sul tema, ricordiamo, il sottosegretario con delega all’Editoria, Vito Crimi, ha annunciato nei giorni scorsi l’intenzione di aprire un tavolo di confronto agli Stati Generali dedicati al settore, al via dal 25 marzo.

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