Identità Golose: edizione numero 15 a Milano con 140 chef

Identità Golose, il congresso di enogastronomia e cucina d’autore più importante d’Italia (e tra i più importanti d’Europa) dal 23 al 25 marzo 2019 tiene al MiCo di Milano la sua quindicesima edizione.

Quando cominciò, nel gennaio del 2005, pochi avrebbero scommesso sulla durata dell’idea di Paolo Marchi, giornalista con la passione per il cibo – mangiato e studiato – che si era messo in testa di portare a Milano grandi chef e trasformare la moda della tavola, allora agli inizi, in un momento di confronto e in un business. Oggi Identità Golose è una realtà invidiata e imitata, soprattutto dopo Expo 2015, dove ha avuto parte determinante. Paolo Marchi e Claudio Ceroni, che attraverso Magenta Bureau lo gestiscono, hanno anche aperto da pochi mesi a Milano il ristorante Identità Golose. Dove c’era l’Archivio Storico della Feltrinelli, ora in eleganti sale affacciate su un giardino cuochi stellati cucinano a prezzo calmierato: 75 euro vini compresi. Un modo di democratizzare la cucina. Anche dal 23 al 25 marzo ci saranno cene nel ristorante (Marchi lo chiama più volentieri “hub”), ma il centro dell’attenzione sarà il congresso vero e proprio, con 140 chef ospiti, 145 relatori, incontri e ragionamenti che hanno come ispirazione “Fattore umano. Costruire la memoria” (ogni anno Identità ha un tema).

Tra i nomi che partecipano (l’ingresso agli incontri è a pagamento: informazioni sul sito www.identitagolose.it), Massimo Bottura, Riccardo Camanini, Niko Romito, Enrique Olvera, Mauro Uliassi, Virgilio Martinez (dal Perù), Andrea Berton, Carlo Cracco, Davide Oldani e molti altri, dall’Italia e dall’estero, famosi come star. L’anno scorso, Identità Golose (dove si parla di Champagne, Pasticceria, Dessert, Cucina Naturale) ha richiamato 16 mila persone. Numeri che testimoniano la buona salute di un settore come quello della cucina e della ristorazione. E confermano, ce ne fosse bisogno, quanto la passione per la cucina – liquidata spesso come moda passeggera – abbia ormai solide radici, in Italia e nel mondo. Paolo Marchi, 15 anni fa, aveva visto giusto.

Antonio Bozzo

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