Editoria, Crimi: obiettivo riforma di “grande respiro”. Conte: verso un sistema più “efficiente e rigoroso”

Il tono è conciliante, l’atmosfera quella delle grandi occasioni. Ringraziamenti ed apprezzamenti reciproci. Il premier Conte appare soddisfatto, ricorda di aver lanciato il progetto proprio dallo stesso tavolo, nella stessa sala, in occasione della scorsa conferenza stampa di fine anno. “Ora siamo qui a discuterne” chiosa, spaziando lo sguardo sulla platea introducendo i lavori. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’Editoria Vito Crimi appare emozionato. “Oggi tagliamo il nastro di questa iniziativa, che è del governo, per una riforma di grande respiro del mondo dell’editoria” esordisce. “Assicuriamo che tutti avranno grande spazio per dare il proprio contributo”, sottolinea, e lo farà più volte nel corso della mattinata. “Basta con false polemiche, cerchiamo di superare certe spigolosità del passato, ci sarà spazio per tutti” dirà ancora in conclusione, lasciando il palazzo. “Il nostro è un percorso inclusivo” insiste Conte.

Vito Crimi e Giuseppe Conte (Foto Ansa/Ettore Ferrari)

E’ questo lo spirito con cui hanno preso il via, questa mattina, alla Sala polifunzionale della Presidenza del consiglio, gli Stati Generali dell’Editoria (qui lo speciale di Primaonline.it). “Un titolo forse anche un po’ roboante”, si schermisce Conte. Ma si vede che è un vezzo, che l’impresa è importante nel quadro delle azioni del governo. E quindi deve partire al meglio, all’insegna della compartecipazione e del confronto, appunto. Ecco che al tavolo dei relatori siedono, accanto a lui e Crimi i presidenti di Fieg (Andrea Riffeser Monti), Anso – Associazione nazionale stampa online (Marco Giovannelli), Fnsi (Raffaele Lorusso), Ordine dei giornalisti (Carlo Verna), Uspi – Unione stampa periodica italiana (Francesco Saverio Vetere), il direttore generale dell’Upa – Utenti pubblicità associati, Giovanna Maggioni, unica donna alla ribalta, in una platea anche quella declinata quasi totalmente al maschile.

“Sarà un percorso impegnativo, sarete chiamati a esprimere le vostre proposte, a offrire spunti di riflessione, così da offrire al governo la possibilità di intervenire in piena avvedutezza”, continua il premier. Stella Polare sarà “l’interesse della collettività” a partire dal “diritto dei cittadini ad essere correttamente informati”, ricordano premier e sottosegretario. “Non vogliamo stravolgere alcunché, vogliamo migliorare il sistema dell’informazione con il vostro aiuto. Il nostro obiettivo è giungere a un sistema di informazione efficiente, rigoroso, equo e libero”, sottolinea Conte.

Ci si riuscirà? Il percorso è lungo e articolato. A spiegarlo sono ancora i due esponenti del governo, non aiutati dalle tecnologie. Ci vorrà un po’ di pazienza e qualche tentativo andato a vuoto per far partire, finalmente, le annunciate slides (.pdf). Ci saranno dunque cinque macro-aree di intervento, partendo dalle ‘agenzie’, cioè le fonti di informazione primaria, per cui serve “riflettere in modo completo ed accurato”, a partire da un ripensamento sulla riforma Lotti, fatto salvo il sistema dei bandi di gara “che smarca da un certo clientelismo”, ma agendo sulla loro organizzazione . Ci sono poi i ‘giornalisti e altri operatori di settore’, per cui approfondire contratti, compensi, libertà, compresa la previdenza e l’Inpgi; ‘l’editoria a 360 gradi’, con le strategie da adottare per il pluralismo informativo, “punto nevralgico di ogni democrazia”. I cittadini “devono accedere al maggior numero di informazioni possibile, ma dettagliate, conoscendo le fonti”. C’è quindi il ‘mercato’, con la sua trasparenza, anche nei confronti dei gruppi di pressione, e infine i ‘cittadini’, col diritto di essere correttamente informati. In questo ambito si apre il grande capitolo dei social, che “per voi sono disinformazione, per i cittadini un flusso informativo di sempre maggiore rilevanza”, dirà Conte. Un capitolo che apre “tanti problemi”, nel senso di problematiche, tra cui anche quella della “semplificazione del linguaggio, che non si può trascurare”.

Calendario alla mano tutto questo vedrà l’agenda degli Stati generali segnare vari incontri da qui a settembre: la fase dell’acquisizione delle proposte partirà nei prossimi giorni e durerà un mese. Sul sito del dipartimento per l’editoria nell’apposita sezione tutti potranno dire la loro: cittadini, giornalisti, stakeholder. Seguirà la fase degli incontri pubblici, del dibattito sulle proposte: una due giorni che avrà luogo a Torino, “luogo simbolico per l’informazione in Italia”, afferma Crimi, che aggiunge: “non possiamo concentrare tutto a Roma, vogliamo scendere sul territorio”. Poi la fase della sintesi della valutazione politica ed infine quella della stesura e presentazione delle proposte di legge.

“Vogliamo ristabilire la dignità del prodotto giornalistico, rivalutando credibilità e autorevolezza”, fa sintesi Crimi, precisando che “il sostegno al pluralismo non può confondersi con il sostegno alle singole aziende editoriali”, mentre l’occhio deve puntare ai nuovi modi di comunicare. L’informazione, complici i social media, deve prevedere anche il “coinvolgimento dei cittadini, che devono poter interagire nell’ambito dell’informazione tradizionale, ad esempio con lo strumento degli smartphone. Ma passare dai principi al concreto non è cosa da poco e questa è una pagina ancora tutta da scrivere, a partire dal governo.

Leggi o scarica (disponibili sul sito del Dipartimento per l’informazione e l’editoria) le slide con la presentazione del sottosegretario Vito Crimi (.pdf)

Gli interventi inaugurali del presidente del Consiglio Conte e del sottosegretario Crimi

Gli interventi alla tavola rotonda con gli stakeholder

Leggi lo Speciale sugli Stati Generali Editoria

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