Le cooperative di giornalisti e piccoli editori d’accordo con la moratoria sui tagli all’editoria: Crimi, prima la riforma

Prima la riforma dell’editoria, poi i tagli. A chiederlo Alleanza cooperative italiane (Aci) Comunicazione, File (Federazione italiana editori indipendenti) e Fisc (Federazione italiana dei settimanali cattolici) che sposano la proposta avanzata da Fnsi, Ordine dei Giornalisti e Uspi di “attivare una moratoria immediata del taglio del fondo per il pluralismo, in attesa che il percorso di rivisitazione normativa avviato dal sottosegretario per l’editoria Vito Crimi giunga a compimento”.

(Foto LaPresse/Davide Gandossi x Tiziano Manzoni)

“A Crimi ricordiamo che i lavoratori delle nostre imprese non bivaccano, ma soffrono per la crisi del settore ormai da anni”, scrivono in una nota le cooperative di giornalisti che ritengono “apprezzabili nel dibattito le valutazioni dell’Upa, Unione Pubblicitari Associati, sulla necessità di garantire prodotti editoriali di qualità, in particolare di fronte ai numeri che le fake news producono sul web, e sul ruolo degli inserzionisti nella tutela del pluralismo”.

“Pur giudicando positivamente alcune proposte provenute dalla discussione, non possiamo però che confermare le critiche sul metodo adottato dal sottosegretario Crimi per mettere mano a uno dei settori chiave per lo svolgimento della vita democratica” prosegue la nota. “Ringraziamo il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte per averlo ricordato e per avere rammentato al sottosegretario Crimi che in queste occasioni occorre il massimo coinvolgimento di tutti gli attori coinvolti. Ci mettiamo a disposizione per quando sarà possibile esporre le nostre idee sul settore”.

Leggi lo speciale di Primaonline sugli Stati Generali dell’Editoria

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