EPrice, contrasto tra i soci. Le liste di Ainio e Arpe si confrontano per il controllo del Cda

Sono state depositate le liste per il rinnovo del Cda di ePrice, la società di ecommerce quotata in Borsa, per l’assemblea del prossimo 16 aprile, dopo aver approvato il bilancio senza particolari contrasti.

Da una parte la lista di Arepo Bz con il 20,85, veicolo indirettamente controllato da Sator, il gruppo di Matteo Arpe, dall’altra la lista espressione dell’attuale cda, con al primo posto il presidente e ad Paolo Ainio, che di ePrice e ha circa il 22,88%, a cui si aggiungono le partecipazioni di altri soci che complessivamente valgono il 32,34% del capitale sociale. Insieme ad Ainio ci sono Pups, Vis Value Partecipazioni, Pietro Boroli e Micheli Associati.

La lista per il nuovo cda di Anio si compone di undici nomi, compreso il presidente e amministratore delegato. Ci sono Roberto Mazzei, Pietro Boroli (terzo socio‎ con il 5,28%, Matteo Bruno Renzulli, Chiara Burberi, Pierluigi Bernasconi (attualmente in cda), insieme a Pietro Galli, Annunziata Melaccio, Roberta Vercellotti, Arabella Caporello e Raul Stella.

La lista 2 di Arepo Bz, espressione di Matteo Arpe, ha aperto i giochi con un attacco dichiarando ” l’assenza di rapporti di collegamento o di relazioni significative con i soci che detengono anche congiuntamente una partecipazione di controllo o di maggioranza relativa”. Il secondo azionista di ePrice, nel ritenere necessaria una “discontinuità strategica” con un’alleanza in Italia o all’estero per il gruppo, venerdì scorso ha reso noto di aver candidato per il nuovo cda Moshe Sade Barr, Francesca Sabatini, Francesca Luchi, Serenella Rossano, Giorgio Gabrielli, Mariano Carozzi e Giacomo Garbuglia.

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on LinkedIn

Articoli correlati

Menlo Park si affida ai giornalisti per selezionale alcuni contenuti nel nuovo News Tab

Menlo Park si affida ai giornalisti per selezionale alcuni contenuti nel nuovo News Tab

News Corp al lavoro su un aggregatore di news per rispondere alle preoccupazioni degli editori su Google e Fb

News Corp al lavoro su un aggregatore di news per rispondere alle preoccupazioni degli editori su Google e Fb

Hong Kong, anche YouTube chiude 210 canali che diffondevano fake news sulle proteste

Hong Kong, anche YouTube chiude 210 canali che diffondevano fake news sulle proteste