Copyright, sottosegretario Vacca (M5s): risposta sbagliata a giusto problema. Favorisce i grandi gruppi editoriali a discapito dei piccoli

La riforma del copyright approvata dal Parlamento europeo rappresenta purtroppo la risposta sbagliata a un giusto problema. Si è persa una grande occasione per fare una riforma equilibrata e al passo con i tempi”. A sostenerlo  Gianluca Vacca, sottosegretario ai beni culturali, con delega in materia di diritto d’autore.

“Nessuno mette in dubbio che fosse necessario intervenire per superare una normativa anacronistica, che occorra garantire adeguata tutela ai contenuti frutto di ingegno e di creatività e giusto compenso a chi ne detiene i diritti di sfruttamento, ma c’era la possibilità di trovare altri equilibri, senza incidere sulla libertà della Rete. La strada scelta, con l’approvazione di un testo che anche nell’ultima versione presenta evidenti criticità, è pericolosa e insidiosa per più motivi”, ha aggiunto il deputato 5Stelle.

Gianluca Vacca (Foto ANSA/GIUSEPPE LAMI)

“Preoccupa una riforma che impone alle piattaforme controlli preventivi per i contenuti da caricare online, penalizzando chi non può onorare questo obbligo e con il chiaro rischio di censura e di limitazione degli usi leciti dei contenuti stessi. Una limitazione destinata a colpire gli utenti finali ma anche gli stessi creatori di contenuti, laddove saranno penalizzati da errori dei sistemi di controllo”.

“E preoccupa, ha continuato, una riforma che indubbiamente favorisce i grandi gruppi editoriali a scapito delle realtà più piccole, visto che gli aggregatori di notizie saranno interessati a stringere accordi soprattutto con i primi”.

“Insomma, era doveroso intervenire ma lo si è fatto con un approccio restrittivo, che mette a rischio la libertà di espressione in Rete. La Rete, ha concluso, deve invece restare libera. La sacrosanta tutela dei creatori non può attuarsi a danno di tutti i cittadini”.

Nella votazione di oggi ricordiamo, gli eurodeputati di M5S e Lega hanno votato compatti contro la riforma.

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