Arriva in Italia Too Good To Go, app contro lo spreco allergica al junk food e alle promozioni

Non è un’app di promozioni, non vuole vendere junk food. Too Good To Go, presentata questa mattina a Milano in occasione del suo debutto in Italia, è un’applicazione contro lo spreco alimentare. Nata nel 2015 a Copenaghen, Danimarca, è già presente in altri 9 Paesi d’Europa e a breve aprirà anche in Polonia.

Da sinistra: Alfio Fontana, Eugenio Sapora, Giovanni Garosci

Il country manager per l’Italia, Eugenio Sapora, si è presentato come un “attivista” facente parte di un “movimento di attivisti: non siamo solo un’app”. Insieme a lui, dal ristorante EXKi di via Luciano Manara, a due passi dal Tribunale, il ceo di EXKi Italia Giovanni Garosci e Alfio Fontana, responsabile Csr di Carrefour, due delle realtà che hanno dimostrato di crederci sposando il progetto.

Come funziona. Su Too Good To Go ristoratori e commercianti del fresco, grande distribuzione compresa (purché si tratti di “cibo di qualità”, ha precisato Sapora), possono mettere in vendita sporte denominate Magic Box con una selezione di prodotti rimasti invenduti a fine giornata. Chi acquista lo fa “al buio”, con un clic e accettando che all’interno si trovino assortimenti “a sorpresa”.

L’utente può trovare l’esercizio con il bollino di Too Good To Go più vicino a lui e vedere se sono pronte box da acquistare e passare a ritirare poco prima dell’orario di chiusura. Il numero di box messe in vendita, è stato spiegato, viene calcolato sulla base dell’invenduto storico, ma l’assortimento dipende poi da ciò che effettivamente avanza e che altrimenti sarebbe buttato via.

Il vantaggio sta nel prezzo, tra 2 e 6 euro, pari al 30% del cartellino, per un risparmio complessivo del 70%. È di 1.19 euro, invece, la commissione richiesta all’esercente che, però, non deve pagare entry fee per accedere al servizio di geolocalizzazione.

Cosa si può comprare. Carrefour, come esempio, ha portato una Magic Box da 3,99 euro che all’apertura ha svelato contenere una porzione di ravioli per due, una forma di formaggio fresco, una banana, uno yogurt e un dolce. Praticamente una cena per due fatta di prodotti che non avrebbero possibilità di finire nemmeno nelle “vasche” delle offerte al 50%. Anche perché molti sono quelli da consumare “preferibilmente entro” la data indicata che – anche se non tutti se ne rendono conto – non è quella di scadenza. Oltre a Carrefour ed EXKi sono 50 i ristoranti che in tre settimane hanno già aderito in Italia. Eataly, Viva, Faravelli, Poke House, Odoroki solo per fare alcuni nomi sulla piazza milanese.

Da sinistra: Alfio Fontana, Eugenio Sapora, Giovanni Garosci

Lotta alla filiera dello spreco. “Con 8 milioni di utenti Too Good To Go è la prima app antispreco in Europa”, ha detto Sapora, e rientra nelle top ten food & beverage di diversi app store nei Paesi in cui è presente, che sono (oltre all’Italia e alla Danimarca): Spagna, Francia, Svizzera, Germania, Regno Unito, Belgio, Olanda, Norvegia. Con oltre 35mila Magic Box vendute dalla nascita dell’app dichiara di aver “salvato” più di 11 milioni di pasti dal bidone dell’immondizia.

“Un terzo del cibo prodotto nel mondo viene sprecato”, ha ricordato Garosci di EXKi, catena di cento ristoranti bio che lavorano solo il fresco, fondata a Bruxelles e che in Italia ne ha sei tra Milano e Torino. “È una perdita complessiva pari a 1,2 trilioni di dollari, come certificato da Boston Consulting Group”. Con tutte le conseguenze che si possono immaginare in termini di rifiuti, emissioni di gas serra, CO2, povertà.

In Italia sono oltre 10 milioni le tonnellate di cibo che vengono gettate via, in termini di spesa corrispondono a uno spreco di circa 15 miliardi di euro l’anno, ha aggiunto Sapora, pari allo 0,9% del Pil, cinquecento euro al secondo. La maggior parte dello spreco avviene tra produzione e distribuzione, ma anche nei piatti di mense, ristoranti e perfino in casa.

Parlare ai giovani. Too Good To Go non vuole essere solo un’app, ha ripetuto più volte Sapora: “l’intenzione è creare un movimento per diffondere consapevolezza”. Anche con iniziative di piazza, di comunicazione e andando nelle scuole. “Come abbiamo contattato i nostri partner? Porta a porta, inviare mail o telefonare in Italia non è più efficace”.

“Per noi è una bellissima avventura”, ha concluso Fontana di Carrefour, “un’iniziativa che entra a far parte del nostro piano da qui al 2022”. E lo fa senza sostituire i tradizionali canali di lotta allo spreco come, per esempio, la giornata della Colletta Alimentare o il sostegno ai banchi di solidarietà sul territorio, ma andando piuttosto a raggiungere fette di popolazione che non sono forse così sensibili al tema. Il punto di forza è rappresentato dal fatto che l’app ha dimostrato di essere “un modello comunicativo vincente”, prosegue Fontana, “un ottimo veicolo di comunicazione e informazione al consumatore”, soprattutto “tra i più giovani”. Quei giovani che, come ha ricordato Garosci, non si sono mai sentiti dire, nemmeno una volta, dai loro papà e in modo perentorio: “finisci quello che hai nel piatto”.

La Magic Box di Too Good To Go

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