Par condicio, Vigilanza Rai propone il confronto all’americana. Sì da Pd e Lega, contrario M5S. Gli emendamenti di Anzaldi

“Su par condicio dal monologo al confronto all’americana.” E’ la proposta che il presidente della commissione di Vigilanza Rai, Alberto Barachini, che è anche relatore del regolamento sulla par condicio per le prossime elezioni europee, ha presentato aprendo l’esame nella plenaria. Nella proposta di regolamento di Barachini all’articolo 9 spunta fuori un’idea nuova: “Mentre fino ad ora il regolamento aveva sempre previsto una sorta di conferenza stampa nella quale un politico era intervistato da 3 giornalisti, spiega all’Adnkronos Barachini, io ho proposto una sorta di confronto all’americana fra vari esponenti politici. La formula precedente era antiquata e tra l’altro l’Agcom ha fatto rilevi specifici sulla mancanza di contradditorio”.

Il presidente della Vigilanza Rai, Alberto Barachini (foto ANSA/CLAUDIO PERI)

L’idea di Barachini non è piaciuta al Movimento Cinque Stelle che ha aperto un dibattito piuttosto acceso dicendo che la Vigilanza non deve sostituirsi editorialmente al servizio pubblico. Una critica respinta al mittente da Barachini: “La mia è una proposta di indirizzo per aumentare il pluralismo e i contradditori”.

Deciso appoggio alla riforma del segretario della Commissione, Michele Anzaldi (Pd): “Basta con le noiose tribune politiche senza ascolti! Ha ragione Barachini a volerle trasformare in trasmissioni più interessanti per la gente con un confronto all’americana, cosa che Sky fa già da 10 anni”, dice provocatorio Anzaldi che insiste: “Come fanno giornalisti (parlamentari 5Stelle ndr)come Paragone e Di Nicola ad appoggiare chi vuole azzerare i dibattiti elettorali? Come fa il senatore Airola ad allinearsi ad una deriva del genere? E come è possibile che su questo tacciano sia il presidente Fico che la parlamentare Nesci che proprio di recente si sono espressi sul tema Rai in un convegno organizzato appositamente?”.

Gli emendamenti proposti da Anzaldi 

Disposizioni di attuazione della disciplina in materia di comunicazione politica e di parità di accesso ai mezzi di informazione relative alla campagna per l'elezione dei membri del Parlamento europeo spettanti all'Italia, fissata per il 26 maggio 2019 (Documento n....) 

Articolo 2 

2.1 
ON. MOLLICONE 
Al comma 1, sostituire la lettera d) con la seguente: in tutte le altre trasmissioni della programmazione nazionale della Rai non è ammessa, ad alcun titolo, la presenza di candidati, di esponenti politici o comunque di persone chiaramente riconducibili ai partiti e alle liste concorrenti per il ruolo che ricoprono o hanno ricoperto nelle istituzioni nell'ultimo anno, e non possono essere trattati temi di evidente rilevanza elettorale né che riguardino vicende o fatti personali di personaggi politici. È indispensabile garantire, laddove il format della trasmissione preveda l'intervento di un giornalista, di un opinionista, di uno scrittore, di un autore televisivo, di un tecnico economico a sostegno di una tesi, uno spazio adeguato anche alla rappresentazione di altre sensibilità culturali in ossequio ai principi del pluralismo, del contraddittorio, della completezza e dell'oggettività dell'informazione stessa, garantendo in ogni caso la verifica terza e puntuale di dati e informazioni emersi dal confronto. Ciò è ancor più necessario per quelle trasmissioni che, apparentemente di satira o di varietà, diventano poi occasione per dibattere direttamente o indirettamente temi di attualità politica, senza quelle tutele previste per trasmissioni più propriamente giornalistiche. 

_________________ 

Articolo 7 

7.1 
ON. MOLLICONE 
Al comma 4, lettera a) sostituire “due” con “sette” 

_________________ 




Articolo 9 

9.1 
ON. CAPITANIO, SEN. BERGESIO, SEN. FUSCO, SEN. PERGREFFI, ON. COIN, ON. IEZZI, ON. TIRAMANI. 

Al comma 1, apportare le seguenti modificazioni: 
al primo periodo, sostituire le parole «a più rappresentanti nazionali di lista» con le seguenti parole: «ad un rappresentante di lista deciso da ogni singolo partito»; 
al secondo periodo, sostituire la parola «crescente» con la seguente: «decrescente». 


9.2 
SEN. DI NICOLA, SEN. GAUDIANO, SEN. PARAGONE, SEN. RICCIARDI, SEN. MANTOVANI, SEN. L'ABBATE, ON. PAXIA, SEN. AROLA, ON. DE GIORGI, ON. GIORDANO, ON. FLATI, ON DI LAURO 
Sostituire il comma 3 con il seguente: "Le modalità di svolgimento e l'organizzazione dei confronti elettorali, di cui al comma 1, dovranno essere individuate dalla Rai e/o dalle sue testate giornalistiche". 



 

Anche la Lega dice sì al confronto all’americana in par condicio, ma chiede che gli ospiti siano scelti dai partiti come ha spiegato il segretario della Lega in commissione di Vigilanza Rai, Massimiliano Capitanio. A meno di 24 ore dal termine ultimo per la presentazione degli emendamenti al regolamento, la Lega ha annunciato la sua proposta di modifica: “Visto che le tribune politiche durante il periodo della par condicio nascono per dare spazio a movimenti e partiti che partecipano alle elezioni, presenteremo un emendamento che impegni le redazioni a invitare un rappresentante di lista concordato con il partito”.

Nel collage: Primo Di Nicola e Gianluigi Paragone (foto Ansa)

Chiamati in causa da Anzaldi, hanno subito reagito i due giornalisti esponenti M5S presenti in Vigilanza, Primo Di Nicola e Gianluigi Paragone. “Siamo ben contenti di vivacizzare i dibattiti”, la replica di Di Nicola, che poi ha aggiunto: “siamo invece basiti da chi, come Anzaldi, vuole imporre ai giornalisti Rai persino come organizzarli”. “I confronti sono un’ottima idea ma certo non lasceremo ai politici di turno, neanche della Vigilanza, di dettare ai giornalisti Rai le modalità di svolgimento. La scelta del format spetta esclusivamente all’azienda e alle sue redazioni”.
“Visto che gli ascolti delle tribune sono sempre così bassi, se decidono i giornalisti forse gli ascolti aumenteranno”, gli ha fatto eco un altro giornalista esponente M5S, Gialuigi Paragone. “Proprio perché sono stato un conduttore ritengo assurdo che sia la commissione di Vigilanza a stabilire il format”.

La linea M5S verrà esplicitata in un emendamento, che sarà presentato entro oggi.

Nella commissione bicamerale, ricordiamo, M5S ha 14 commissari; Lega, Fi e Pd 7. Due sono i commissari di Fdi e Leu. A completare l’elenco dei commissari Pierferdinando Casini.

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on LinkedIn

Articoli correlati

Maximo Ibarra nuovo ceo di Sky Italia. Operativo dal prossimo 1 ottobre, risponderà a Zappia

Maximo Ibarra nuovo ceo di Sky Italia. Operativo dal prossimo 1 ottobre, risponderà a Zappia

Auditel arriva la rilevazione dei device mobili. In Italia più di 112 milioni di schermi possono accedere a contenuti video o tv

Auditel arriva la rilevazione dei device mobili. In Italia più di 112 milioni di schermi possono accedere a contenuti video o tv

Inpgi, Crimi: M5S non vuole commissariamento; ipotesi passaggio ammortizzatori sociali all’Inps

Inpgi, Crimi: M5S non vuole commissariamento; ipotesi passaggio ammortizzatori sociali all’Inps