Europee, Facebook introduce nuovi strumenti contro le interferenze estere. Spot più chiari, con inserzionisti autorizzati

Facebook rafforza le regole sulle pubblicità politiche in vista delle elezioni europee di fine maggio, riproponendo anche nel Vecchio Continente quanto già messo in atto in Usa, Brasile e India. In un post firmato dal vicepresidente Richard Allan, la compagna ha annunciato l’introduzione di nuovi strumenti per perseguire due obiettivi: evitare che le inserzioni siano usate da Paesi esteri per interferire nelle elezioni (come accaduto con i post di troll russi durante le Presidenziali Usa del 2016), e aumentare la trasparenza degli spot politici.

Per pubblicare post elettorali a pagamento, gli inserzionisti dovranno essere autorizzati nei loro Paesi, dimostrando la loro identità e la residenza. Nelle inserzioni sarà specificato chi ha pagato per pubblicarle, quanto ha pagato e quante persone le hanno viste.

Mark Zuckerberg (Foto Ansa EPA/ETIENNE LAURENT)

Un sistema di algoritmi passerà in rassegna i post con parole chiavi sensibili e sara’ creato un database con la lista degli autorizzati a pubblicare i post. Chi non si sarà registrato entro metà aprile, si vedrà bloccare gli spot.
Inoltre le pubblicità saranno conservate in un archivio online consultabile per 7 anni.

I nuovi strumenti, in parte già annunciati in precedenza, si applicano non solo agli spot elettorali in senso stretto, a sostengono di un candidato o partito, ma anche ai post che trattano argomenti molto politicizzati e in grado di incidere sul voto, come l’immigrazione. La copertura mediatica delle elezioni, ha assicurato Facebook, non sarà toccata dalle nuove misure. Gli articoli giornalistici sui temi politici, anche se sponsorizzati sul social, saranno distinti dagli spot elettorali.

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