Facebook chiede ai governi regole certe per Internet. Zuckerberg: “non dovremmo prendere decisioni per conto nostro”

“Internet ha bisogno di nuove regole, cominciamo da queste quattro aree”. Così il fondatore e ad di Facebook, Mark Zuckerberg, è intervenuto sulle pagine del Washington Post (e dell’irlandese Independent) auspicando un “ruolo più attivo” da parte dei governi e delle autorità di regolamentazione.

“Contenuti dannosi, integrità delle elezioni, privacy e portabilità dei dati”, sono le aree relativamente alle quali Zuckerberg ammette che “aziende come Facebook hanno enormi responsabilità”, soprattutto da quando “la tecnologia è una parte così importante delle nostre vite”. Aree per le quali servono “regole certe”, ripete due volte.

Mark Zuckerberg (Foto Ansa EPA/ETIENNE LAURENT)

L’articolo firmato da Zuckerberg e pubblicato sul giornale edito da un altro big della rete come Jeff Bezos, il fondatore di Amazon, segue di due settimane la strage di Christchurch, in Nuova Zelanda. Drammatica circostanza in occasione della quale Facebook è finita al centro di accese polemiche perché l’attentatore, responsabile di 50 vittime e quaranta feriti nei pressi di due moschee, ha trasmesso live sul social il massacro per 17 lunghissimi minuti prima che fosse rimosso.

Recentemente Facebook è stata criticata anche per aver permesso a troll sostenuti dalla Russia di pubblicare annunci volti a influenzare le elezioni presidenziali americane del 2016, oltre allo scandalo della raccolta dei dati di Cambridge Analytica. Giovedì, invece, la notizia dell’introduzione di regole più severe sulla pubblicità in vista delle elezioni del Parlamento europeo di maggio.

“I legislatori spesso mi dicono che abbiamo troppo potere sulle parole e, francamente, sono d’accordo”, ammette Zuckerberg, affermando che a Facebook “non dovremmo prendere così tante decisioni importanti per conto nostro”.

Le aziende di Internet, secondo Zuckerberg, “dovrebbero essere responsabili del rispetto degli standard sui contenuti dannosi”, ha aggiunto, ma “un approccio più standardizzato” dovrebbe essere utilizzato su tutte le piattaforme.

“Le regole che governano Internet hanno permesso a una generazione di imprenditori di costruire servizi che hanno cambiato il mondo e creato valore nelle vite di molte persone”, è la conclusione del manager 34enne. “È tempo di aggiornare queste regole e definire chiare responsabilità per le persone, le aziende e i governi”.

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