Crimi attacca Gedi: da Repubblica ed Espresso solo propaganda politica, poi però chiedono contributi pubblici

Sono andati giù duri Mauro Munafò e Susanna Turco i giornalisti che hanno firmato un lungo articolo sull’Espresso, in edicola il 31 marzo, intitolato ‘Onorevole nessuno’, che fa un quadro drammatico dei deputati 5Stelle. “Dovevano essere i giacobini, invece sono gli spettri, i fantasmi, le anime morte. Sono, letteralmente, la maggioranza silenziosa e indistinta: una nuova ‘palude’ – si chiamava così il gruppo più moderato e più numeroso, anche al tempo della rivoluzione francese. Trainati da Salvini e dalla sua volontà di potenza, messi sotto tiro dal Pd, i 327 parlamentari grillini hanno invaso Montecitorio e Palazzo Madama un anno fa, il 23 marzo 2018, prima seduta delle Camere dopo il voto trionfale del 4 marzo. Oggi rappresentano la quintessenza di questa legislatura recitata a soggetto”. Così inizia il servizio che più che di politici sembra racconti di comparse di terz’ordine intente a provare come parlare di fronte alle telecamere, a farsi selfie, a ballare la danza del ventre su un barcone sul Tevere, mentre non riescono ad evitare “congiuntivi fallati e strafalcioni a ripetizione” come quelli di “Maria Luisa Faro, 32 anni, una agenzia di viaggi a San Nicandro Garganico, che siede in commissione Bilancio, dove ricopre la carica di capogruppo Cinque Stelle”

Uno spaccato crudele e preoccupante se si pensa che si tratta di parlamentari della Repubblica.

Di fronte ad un attacco così violento non poteva mancare la risposta del sottosegretario all’editoria Vito Crimi che sul suo profilo Facebook ha tuonato contro l’Espresso e il gruppo Gedi.

“Tra informazione e propaganda c’è un abisso, ma é ormai evidente che i giornali del Gruppo Editoriale GEDI, da Repubblica a L’Espresso, hanno valicato questo confine per passare dal fare informazione al fare mera propaganda politica”, scrive Crimi sul suo profilo Facebook.

“Tra un volantino di un partito qualunque e l’ultimo “servizio” dedicato da L’Espresso al MoVimento 5 Stelle, è difficile trovare differenze: manca solo il simbolo del partito”, insiste il sottosegretario, riferendosi poi velenoso ai sostegni di Stato. “L’informazione è tutt’altra cosa e va sempre tutelata. Su questo non c’è dubbio. Ma chi come GEDI sceglie di fare propaganda, non invochi il sostegno dello Stato, non parli di pluralismo e tutela dell’informazione. Non è possibile disinformare e gettare fango con una mano, e con l’altra raccogliere contributi pubblici per prepensionamenti (il gruppo é il maggiore fruitore degli aiuti di stato per il prepensionamento dei giornalisti), Iva agevolata e altri aiuti statali”, aggiunge Crimi.

“I soldi dei cittadini devono essere utilizzati per difendere il loro sacrosanto diritto ad essere informati, e non per riempire le tasche di un partito travestito da “giornale”, conclude il sottosegretario. Che però non dice che i soldi dei cittadini possono anche servire a sapere cosa fanno e chi sono i parlamentari 5stelle.

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