Pubblicità Progresso, il saluto ad Alberto Contri che lascia la presidenza dopo 20 anni

In una fase storica in cui si rischia una deriva alla “propaganda regresso”, di predominio “delle cattive idee che hanno grande potere”, Marco Tarquinio, direttore di Avvenire, in chiusura di una partecipata serata evento, ha sottolineato l’importanza e l’eccezionalità dei venti anni d’impegno costante e coerente a far bene di Pubblicità Progresso. Li ha definiti gli ‘anni Contri’, ma anche gli anni ‘contro’ dell’istituzione. Un lunghissimo periodo, dal 1999 al 2019, quello della presidenza di Alberto Contri, in cui l’associazione è nel frattempo diventata Fondazione (nel 2004), e in cui regole, abitudini, paradigmi della pubblicità, della comunicazione sociale, ma anche dell’informazione sono cambiati tantissimo. Un ventennio in cui però non si è mai fermata la spinta positivista ed etica di Pubblicità Progresso, il suo ruolo attivo nella coscienza civile e sociale del Paese.

In tanti ieri, primo aprile, a Milano, al Piccolo Teatro Studio Melato, hanno salutato il presidente uscente. Tanti ospiti e tanti testimonial convenuti anche per ricordare alcune delle campagne più significative promosse da questa istituzione di cui sono soci promotori Aapi, Assocom, Discovery Italia, Facebook, Fieg, Iap, Publitalia’80, Rai, Rtv San Marino, Sky, Unicom e Upa, e soci sostenitori Gruppo Cap, Cial, Corepla, Ricrea.

Un momento dell’intervento di Alberto Contri

Tante le iniziative che nel corso degli anni ritmavano e spesso anticipavano i cambiamenti del nostro Paese. Ad esempio, quelle sulla disabilità, la parità di genere, l’alfabetizzazione informatica, la prevenzione degli incidenti sul lavoro, la donazione degli organi, la sostenibilità e l’integrazione.

Prima della conclusione di Tarquinio, assieme al presidente uscente, sono saliti sul palco o si sono collegati virtualmente con il Piccolo Teatro, introdotti da Massimo Bernardini, il padrone di casa Sergio Escobar (Direttore Piccolo Teatro di Milano) e quindi Giuseppe De Rita (Presidente Istituto Censis), Ferruccio De Bortoli (Presidente Vidas), Nando Pagnoncelli (Presidente Ipsos), Piero Angela (Giornalista divulgatore), Lorenzo Sassoli de Bianchi (Presidente Upa), Cristina Messa (Rettore Università Milano Bicocca), Raffaele Barberio (Direttore key4biz), Stefano Zamagni (Presidente della Pontificia Accademia delle scienze sociali), Ambrogio Lo Giudice (regista di Lucio Dalla), Davide Rondoni (Poeta), Andrea Concato (Direttore creativo), Roberto Fiamenghi (Direttore creativo), Matteo Righi (Digital Master), Chiara Saraceno (Sociologa), Vicky Gitto (Presidente Art Director’s Club Italiano), Giovanni Bedeschi (Bedeschi Film), Livia Pomodoro (Presidente Milan Center for Food and Law), Davide Arduini (Presidente Gruppo Acqua), Marco De Marinis (Gothacom Film), Isabella Goldmann (Goldmann & Partners).

De Rita ha sottolineato il valore dell’impegno di Pubblicità Progresso “tutto giocato sulla fede nella lunga durata dei processi formativi, culturali e sociali, in un contesto sempre più disgregato”. Per Nando Pagnocelli, Presidente Ipsos, “Pubblicità Progresso è diventata negli ultimi vent’anni il punto di riferimento più autorevole della comunicazione sociale in Italia”. Con un video messaggio Piero Angela ha ricordato come “in un periodo in cui siamo immersi in una babele di messaggi fuorvianti, c’è un particolare bisogno di messaggi utili e importanti”. Il senso del protagonismo delle imprese in Pubblicità Progresso? Lorenzo Sassoli de Bianchi, Presidente Upa, ha affermato: “far bene ci ha fatto bene. Ringraziamo Alberto Contri: i suoi 20 anni alla Presidenza di Pubblicità Progresso ci hanno reso persone migliori. Le imprese sono convinte che lavorare in una società più etica convenga a tutti. Il fil rouge di tutte le campagne sotto l’illuminata guida di Contri è stato uno solo, trasformare i vizi privati degli italiani in pubbliche virtù. E non va dimenticato – ha concluso il presidente Upa – che dal sussulto di consapevolezza generato dagli spot sulla donazione di sangue o contro il fumo sono nate persino leggi.”

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