Lorusso: dal governo avversione al dissenso. Tentativi per arrivare al pensiero unico attraverso le piattaforme

Nel mirino del governo ci “sono i giornalisti ma anche la democrazia. Quando si vuole colpire l’informazione professionale e ridurre le occasioni per i cittadini per informarsi correttamente si sta puntando a una forma di gestione del consenso che deve avvenire attraverso altre piattaforme”. Lo ha detto il segretario della Fnsi Lorusso intervenendo a Trieste, nel corso di un incontro al Circolo della stampa il 2 aprile.

“Il modo in cui vengono gestite alcune piattaforme digitali devono portare a riflettere sui rischi che corre la democrazia”, ha aggiunto, sostenendo come l’obiettivo sia quello di arrivare ad avere “cittadini meno informati” per “giungere a un pensiero unico”.

“Noi oggi siamo chiamati a reagire a tutto questo”, ha ribadito Lorusso. Se, da novembre a oggi, “il presidente Mattarella è intervenuto ben 8 volte sull’importanza della libertà di stampa e di opinione, evidentemente un pericolo c’è”, ha chiosato.

Raffaele Lorusso (Foto ANSA / CIRO FUSCO)

Secondo il segretario Fnsi da parte del governo “esiste una assoluta avversione a qualsiasi forma di dissenso e pensiero critico”. Ultimo attacco in ordine cronologico “le parole del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Vito Crimi“, che in un un recente post pubblicato sul suo profilo Facebook aveva parlato “di propaganda politica” e non “di informazione” da parte dei giornali del Gruppo Editoriale Gedi, in particolare da parte di Repubblica a L’Espresso.

“Tentare di mettere all’indice l’Espresso e Repubblica solo perché hanno una linea che non piace a lui, e si permettono di dissentire dall’azione di governo, rappresenta un altro tentativo di mettere un bavaglio all’informazione”, ha spiegato.

“Qualcuno pensa di instaurare in Italia una sorta di pensiero unico e tutto questo contrasta con la Costituzione e deve essere contrastato, non soltanto dal sindacato, ma anche dai cittadini e da tutti coloro che pensano che la democrazia sia libera circolazione delle idee e delle opinioni e confronto di opinioni di segno opposto”, ha poi concluso.

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