Il revenge porn diventa reato in ddl ‘Codice rosso’ grazie ad accordo politico. M5S: Senato completerà con legge organica

Grazie ad un accordo politico tra maggioranza e opposizione al termine di vivaci polemiche, il tema del revenge porn ed il suo riconoscimento come reato è stato inserito ed approvato ieri all’unanimità alla Camera sottoforma di emendamento al cosiddetto ‘Codice rosso’, contro la violenza sulle donne, il cui via libera (in prima lettura) è atteso per questo pomeriggio.

Ma il Movimento 5 Stelle, che sul tema della pubblicazione e diffusione di immagini a sfondo sessuale senza il consenso dell’interessato aveva presentato un ddl organico già in discussione al Senato, promette che quel provvedimento resterà in vita, per completare l’approccio complessivo a questo delicatissimo tema.
“Portiamo subito in aula il ddl della senatrice Evangelista (M5S) per regolamentare la materia nel suo insieme. Lo dobbiamo alle vittime e alle loro famiglie”, ha dichiarato su Twitter il vicepremier Luigi Di Maio.

La mamma di Tiziana Cantone Maria Rosaria Giglio, a sinistra, con Elvira Evangelista (Foto ANSA/ANGELO CARCONI)

“Sul revenge porn il Movimento 5 Stelle dà seguito al suo impegno per contrastare la violenza sul web. All’ok unanime alla Camera all’emendamento che introduce il reato, segue il nostro impegno al Senato per approvare una legge organica, che accanto agli strumenti di repressione si occupi dei temi della privacy, dell’oblio, della responsabilità delle piattaforme web e dei percorsi di educazione per gli studenti e di formazione per i docenti. Siamo già al lavoro in commissione Giustizia dove è in discussione il disegno di legge della collega Evangelista. Non ci fermiamo qui”, ha rilanciato il capogruppo pentastellato al Senato, Stefano Patuanelli.

“Dopo il riconoscimento del reato di revenge porn bisogna andare avanti con un testo più organico e complessivo, dichiara la senatrice Elvira Evangelista. Considero particolarmente importanti le misure da noi previste per la prevenzione, a partire dalla scuola, e quelle di sostegno alle vittime”.

Per il momento sono due leggi diverse, ma non si può escludere che tecnicamente, con l’arrivo del ddl ‘Codice rosso’ all’esame del Senato in seconda lettura, le norme del ddl Evangelista possano confluire nel precedente. Tornando al reato di revenge porn introdotto nel ‘Codice rosso’, questo prevede che chiunque pubblichi, ma anche diffonda, rilanciandole, immagini o video a contenuto sessuale senza il consenso dell’interessato, venga punito con la reclusione da 1 a 6 anni e con una multa da 5 a 15mila euro. E’ prevista l’aggravante nel caso in cui l’autore del reato sia il coniuge o ex coniuge o comunque persona legata sentimentalmente all’interessato.

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