App e social mainstream, poca creatività online, amicizie fuori dalla Rete. La gen Z fotografata da Bnp Paribas Cardif

La generazione Z usa le app per video, musica e shopping online (anche se preferisce comprare in negozio). Tra i social dominano WhatsApp e Instagram, ma nenache un giovane su cinque è autore di contenuti originali. Sono alcune delle evidenze emerse dalla ricerca ‘Generazione Z: un futuro che guarda al passato’ commissionata dalla compagnia assicurativa Bnp Paribas Cardif all’istituto di ricerca AstraRicerche. Un viaggio attraverso gli occhi dei 14-24enni (che sono l’11% della popolazione italiana), per indagare il loro rapporto con la sfera sociale, la tecnologia, l’informazione, le abitudini di consumo, la mobilità, il tempo libero, il lavoro e le aspettative sul futuro.

A tutto smartphone. Presentata a Milano nella Torre Diamante di Bnp Paribas, la ricerca evidenzia come gli smartphone trionfano tra i device più utilizzati (93%) e irrinunciabili (87%); ma contrariamente a quanto si potrebbe pensare non vengono sostituiti così di frequente, considerando che il 46% lo cambia solo se necessario. Unica vera alternativa allo smartphone è il laptop, per tre giovani su quattro (75%). Tra le app maggiormente utilizzate svettano quelle per vedere video (76%), ascoltare musica (67%) e fare acquisti (63%). WhatsApp, in assoluto (89%), e Instagram (82%) sono, come era prevedibile, i social più utilizzati, Facebook si ferma al 72%. Tik Tok invece rimane di nicchia con il 10%.

Pochi contenuti originali. I nativi digitali e social non sono grandi autori online: solo meno di un terzo è molto attivo con contenuti nuovi o personali e meno di uno su cinque si definisce creatore di contenuti originali. Comunicano prevalentemente con le immagini (il 60% interagisce attraverso foto) che superano di gran lunga i video (6%). Nel tempo libero ascoltare musica è la prima grande passione dei giovanissimi (78%), che amano viverla anche in maniera esperienziale preferendo i concerti alla discoteca (solo il 31%). Seguono le serie e i film visti in tv o tramite altri devices (74%), e il tempo trascorso con gli amici, sia uscendo con loro (65%) sia chattando a distanza (65%). Il cinema resta un piacevole passatempo (49%), così come leggere un buon libro (45%).

Lavoro e consumi. E per quanto riguarda l’attività lavorativa? Il 32% già lavora, ma se più della metà si vede con un lavoro stabile e da dipendente, quasi tre su dieci si rivelano particolarmente intraprendenti, sognando un lavoro autonomo e dinamico (28%), come avviare una start-up o una carriera da freelance. Solo il 57%, inoltre, pensa di restare in Italia, mentre il 30% si immagina in Europa e il 13% addirittura in un altro continente.

Lato consumi, i negozi fisici (40%) vincono sugli acquisti on-line (34%); anche se a preferire in assoluto il negozio sono le donne mentre gli uomini l’online. A livello generale si acquistano più beni fisici (79%) che servizi (54%). Per gli acquisti si fanno consigliare più da amici e familiari che neanche dagli influencer. Viaggiare è un’esperienza diffusa (per il 46%), mentre sul fronte mobilità, i giovani si spostano prevalentemente in auto (51%), a piedi (50%) e con i mezzi pubblici (37%).

Isabella Fumagalli, head of territory for insurance in Italia di Bnp Paribas Cardif

“L’ascolto è il primo strumento che abbiamo per rispondere in maniera efficace ai cambiamenti sociali con soluzioni sempre più accessibili e orientate alle persone. Dopo Millenials e Over 65 ci interessava comprendere la Generazione Z che rappresenta il target del futuro”, afferma Isabella Fumagalli, head of territory for insurance in Italia di Bnp Paribas Cardif. “Ci siamo trovati di fronte a dei giovanissimi nativi digitali concreti e con le idee chiare, dove il mondo virtuale è una ‘normalità’ che non soppianta i valori tradizionali, come la famiglia e gli amici, e quelli nuovi, come l’inclusione e la sostenibilità. La nostra sfida sarà di offrire loro prodotti innovativi e nuovi modelli di servizio in una logica digitale che tenga sempre conto della componente esperienziale e dell’impatto sociale positivo”.

Valori e amicizia. Per la Generazione Z infatti sono i valori autentici a contare veramente, quelli della famiglia e delle amicizie che, sorprendentemente, non sono quelle digitali, indicate solo dal 26%. Gli amici veri sono le persone che si frequentano durante il tempo libero (74%), i compagni di scuola o i colleghi di lavoro (58%) e solo in misura minore le persone conosciute sui social e poi frequentate nella vita reale (37%).

Ben assicurati. La ricerca ha indagato anche il rapporto della Generazione Z con le assicurazioni. In generale ben il 65% ne possiede almeno una stipulata da loro o dai propri genitori; più gettonate quelle legate alla mobilità (31%), alle polizze vita (19%) e alla casa (19%). Alta anche la percentuale di chi copre il proprio viaggio con un’assicurazione (69%) tra salute, volo, valigia o viaggio stesso. Sulle polizze per coprire i device da eventuali danni o furti, questa generazione dichiara di conoscerne l’esistenza (81%), con il 21% che già la possiede. Ma nonostante la rete possa essere un terreno rischioso a livello reputazionale, più della metà non conosce le assicurazioni legate alla digital reputation (55%) e buona parte, pur conoscendole, dichiara di non esserne interessato (23%).

La survey è stata realizzata nel mese di marzo 2019 e condotta su un campione della popolazione compresa tra 14 e 24 anni tramite 1.023 interviste con il metodo C.A.W.I. (Computer Aided Web Interviewing). Il campione è stato suddiviso per Genere – Donne (48%) e Uomini (52%), Età – 14-18 (45%) e 19-24 (55%) e Area geografica – Nord- Ovest (25%), Nord-Est (18%), Centro (23%), Sud (34%).

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