Garante Privacy: vulnerabile la piattaforma Rousseau, multa da 50mila euro. La replica dal blog M5S: pagheremo, ma uso politico dell’authority

Una sanzione di 50mila euro; completare l’adozione delle misure di auditing informatico; provvedere ad assegnare credenziali di autenticazione ad uso esclusivo di ciascun utente con privilegi amministrativi, entro 10 giorni; entro 120 giorni rivisitazione complessiva delle iniziative di sicurezza adottate. Infine entro il termine di 60 giorni, una valutazione d’impatto sulla protezione dei dati, riferita alle funzionalità di e-voting. E’ quanto ingiunge il Garante per la privacy all’Associazione Rousseau nel provvedimento varato oggi.

Il Garante per la privacy rileva che rimangono “importanti vulnerabilità rispetto alle quali l’Autorità (valutata anche l’urgenza di intervenire su una struttura, come la piattaforma Rousseau, di particolare rilevanza e delicatezza anche sotto il profilo della partecipazione democratica dei cittadini alle scelte politiche) è tenuta ad intervenire attraverso i poteri che le sono attribuiti”. Per questo il Garante ingiunge all’Associazione Movimento 5 Stelle e all’Associazione Rousseau quale responsabile del trattamento di provvedere a risolvere tali criticità (Fonte: Ansa).

Un momento del Rousseau City Lab a Napoli (Foto Ansa/Cesare Abbate)

La replica dell’Associazione Rousseau
A stretto giro è arrivata la replica dell’Associazione Rousseau, che ha commentato la notizia della sanzione con un post sul Blog delle stelle, chiamando in causa il garante Antonello Soro, che nel 2007 è stato capogruppo per il partito Democratico alla Camera.
“Temiamo che ci sia un uso politico del garante della privacy e che possa risentire della sua pregressa appartenenza al Pd. Il garante della privacy dovrebbe tutelare tutti, non solo le persone del suo partito”. “Può il garante della privacy essere un esponente politico di un partito? Noi riteniamo di no e non ci sentiamo tutelati in alcuna maniera”, scrivono chiedendo se siano mai stati messi “sotto la lente d’ingrandimento” le primarie del Pd.

Da Rousseau puntano il dito anche sulla “fuga di notizie” sull’esito dell’istruttoria, comunicato al Foglio “quotidiano finanziato con soldi pubblici” “prima che all’Associazione Rousseau”. “Non ci sentiamo tutelati da un garante della privacy che ci considera un nemico politico da colpire a livello mediatico”, scrive ancora l’associazione, che evidenziano come i risultati siano stati comunicati durante le votazioni per le europee.

“L’Associazione Rousseau pagherà fino all’ultimo centesimo, nonostante sia stata multata per i problemi di una piattaforma che non è quella attualmente online e che non ha più alcun problema di riservatezza”, annunciano, ricordando i problemi risolti dopo le segnalazioni ricevute l’anno scorso.
“Non solo li abbiamo risolti, abbiamo creato una nuova piattaforma di voto su tecnologie allo stato dell’arte mondiale come abbiamo comunicato al Garante prima che ci scrivesse”. “Nonostante questo oggi il garante, ex capogruppo Pd, ha deciso di multare nuovamente Rousseau per un sistema di voto che non è quello utilizzato oggi e che non è più online”. Lo scrive l’Associazione Rousseau sul blog delle Stelle dove aggiunge: “Ha deciso inoltre di darne pubblicamente notizia durante una votazione in corso su Rousseau con la quale il M5s sta scegliendo i suoi candidati per le elezioni europee”.

Contro replica dal Garante. “Con riferimento alle dichiarazioni rese da esponenti del Movimento 5 stelle sul provvedimento emesso nei confronti della piattaforma Rousseau, l’Autorità precisa che le accuse di parzialità rivolte, reiteratamente, all’Autorità in ragione della pregressa esperienza politico-istituzionale del suo Presidente, sono smentite dall’adozione di plurimi provvedimenti, anche sanzionatori, nei confronti di altre forze politiche o di loro esponenti, rinvenibili sul sito dell’Autorità al pari di quello relativo alla piattaforma Rousseau”.

“Le dichiarazioni dell’Associazione Rousseau, si precisa, in ordine a misure asseritamente migliorative che sarebbero state adottate sono giunte, via mail, ad istruttoria già chiusa, il giorno precedente l’adozione definitiva del provvedimento e senza alcuna documentazione a sostegno”. “Tali misure risultano comunque ininfluenti ai fini delle pregresse criticità evidenziate e sanzionate nel provvedimento”. Ma anche che “la durata del procedimento è stata condizionata anche dalle due proroghe richieste dalla stessa Associazione Rousseau”. Infine l’Autorità spiega che “le decisioni del Garante sono collegiali e come tali non riferibili individualmente ai componenti del Collegio”.

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