Tv2000 racconta i ‘Maestri’ della scuola elementare, laboratorio del futuro nel Paese dei Neet

Debutta in autunno su Tv2000 ‘Maestri’ di Andrea Salvadore. Sei puntate per raccontare l’entusiasmante mestiere del maestro elementare nel Paese più vecchio d’Europa e con più Neet, ovvero i giovani demotivati che non studiano né cercano lavoro.

Storie di alcuni dei 245 mila docenti della scuola elementare-primaria che insegnano a 2,5 milioni di bambini, di cui oltre 300mila con una cittadinanza diversa da quella italiana. Per raccontarle le telecamere di Tv2000 sono entrate in una decina di istituti dalle Alpi al Mediterraneo, tra cui: l’Ic Statale Maria Montessori a Roma, l’Istituto omnicomprensivo di Amatrice, l’Ic statale di via Maffucci a Milano, la scuola-città Pestalozzi (una scuola sperimentale statale di Firenze) e la scuola primaria paritaria Istituto Sant’Anna a Palermo.

Il 65% degli scolari farà un lavoro che ancora non esiste, ricorda Tv2000 presentando la produzione originale che l’emittente dei vescovi ha scelto di dedicare alla scuola elementare, non a caso descritta come il “laboratorio del futuro”, con un’immagine ben diversa da certo sterile nozionismo forse a volte ancora troppo in voga tra le mura di tanti istituti.

L’obiettivo della trasmissione è valorizzare la figura professionale del maestro e della maestra che, nonostante sia destinata a essere sempre più importante e centrale nella società contemporanea, è spesso scarsamente valutata, non soltanto dal punto di vista economico e retributivo. Le scuole elementari, infatti, sono sempre più decisive nella crescita e formazione dei nostri giovani, ma la consapevolezza di una simile responsabilità non sempre procede di pari passo tra genitori e addetti ai lavori.

Ciò che invece emerge con sempre maggiore evidenza – anche dalle puntate di ‘Maestri’ – è che, sotto la spinta di nuove sfide e cambiamenti epocali come, per esempio, gli andamenti della demografia o l’avvento delle tecnologie digitali, maestre e maestri sono ormai il “crocevia” di una vera e propria “rivoluzione”. Essi non devono più limitarsi soltanto a insegnare a leggere, scrivere e a fare di conto; questo compito è imprescindibile, certo, ma devono anche – e già lo fanno – contribuire a preparare il terreno all’incontro con l’altro, a includere anche chi ha delle difficoltà, a trasmettere la capacità di adattamento a contesti sempre in movimento, nonché a comprendere i nuovi linguaggi e le moderne forme di comunicazione, tra coding, robotica ed educazione mediale.

Una sfida ardua, insomma, quella che attende i maestri e che ben descrivono Salvadore e Tv2000. Lo fanno, inoltre, senza evitare di fare i conti con temi drammaticamente d’attualità come le aggressioni ai docenti e i “genitori-sindacalisti” dei loro figli. Due facce di uno stesso problema di fronte al quale ‘Maestri’ ha scelto di rispondere ricorrendo a un espediente narrativo tanto semplice quanto poco praticato: il racconto di esempi positivi.

Andrea Salvadore

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