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Il segretario dei Radicali lucani prosegue lo sciopero della fame per Radio Radicale

Quarantesimo giorno di sciopero della fame per Maurizio Bolognetti, segretario dei Radicali lucani e collaboratore di Radio Radicale. A darne notizia lo stesso Bolognetti su Twitter con aggiornamenti rilanciati costantemente anche dai canali ufficiali dell’emittente e del partito.

Lo sciopero della fame è stato intrapreso nell’ambito della battaglia che Radio Radicale sta conducendo [1] contro la decisione dell’esecutivo di tagliare i finanziamenti pubblici all’emittente. Vicenda sulla quale ha pubblicato un post su Facebook [2] il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’editoria, Vito Crimi. “Non vogliamo chiudere Radio Radicale”, spiega Crimi, ma “rimuovere il velo di ipocrisia sotto il quale si nasconde l’anomalia di una radio privata che si sostiene esclusivamente grazie ai soldi pubblici”. Una “posizione di privilegio che oggi le consente di esistere in virtù di un contributo pubblico diretto, che per legge le è stato ricamato addosso”, aggiunge, “camuffandolo da corrispettivo a fronte di un servizio erogato”.

Diametralmente opposto le considerazioni di Bolognetti: “dal 27 febbraio sto dando corpo alla mia fame di democrazia, di giustizia, di verità”, scrive Bolognetti al presidente della Repubblica [3], ringraziando Mattarella per le parole che rivolse a un convegno organizzato, tra gli altri anche da Radio Radicale: “Parole di cui occorre farsi forti e ricavarne la forza necessaria per battersi in difesa di un diritto che dà sostanza alla parola democrazia. Democrazia, signor Presidente, è conoscere per deliberare”.