Facebook accetta le richieste Ue di chiarezza sull’uso dei dati e aggiorna i termini del servizio

Facebook ha accettato le richieste di Commissione Ue e autorità a tutela dei consumatori, facendo chiarezza sull’uso che fa dei dati dei suoi utenti e il loro profiling. Lo annuncia la stessa Bruxelles, spiegando che la società di Mark Zuckerberg ha aggiornato termini e condizioni di servizio in un linguaggio semplice in cui spiega quali informazioni personali vengono vendute a terzi. E, soprattutto, mettendo in chiaro che il social e suoi servizi sono gratuiti proprio in cambio dell’accordo dei suoi iscritti a condividere i loro dati e a essere esposti alla pubblicità.

Vera Jourova (Foto Ansa – EPA/OLIVIER HOSLET)

“Una società che vuole ripristinare la fiducia dei consumatori dopo lo scandalo Cambridge Analytica non deve nascondersi dietro un gergo complicato e legalistico su come stia guadagnando miliardi con i dati della gente”, ha sottolineato la commissaria Ue alla giustizia Vera Jourova. “Ora gli utenti capiranno chiaramente che i loro dati sono usati dal social network per vendere pubblicità personalizzata”.

Ora Facebook deve completare l’attuazione di tutti gli impegni presi al più tardi entro fine giugno, e se non li rispetterà potrà essere sanzionata da parte delle autorità nazionali dei consumatori.

I nuovi termini di utilizzo di Facebook d’ora in poi dovranno dettagliare come la società fa uso dei dati personali per sviluppare le attività di profilazione e pubblicità mirata per finanziarsi, e in particolare quali servizi sono venduti a terzi perché questi ne possano utilizzare le informazioni. Inoltre Facebook si impegna a spiegare in modo chiaro come un utente può chiudere il suo account, e per quali motivi e in quali casi può invece essere chiuso dal social. L’obiettivo di Ue e autorità dei consumatori infatti era quello di informare nel modo più semplice e diretto possibile i milioni di utenti europei del social sui suoi ‘ingranaggi’ di funzionamento e in particolare sul suo modello di business.

Modifiche anche nella politica di limitazione della responsabilità, riconoscendola in caso di negligenza, per esempio quando parti terzi fanno un uso inappropriato dei dati come è avvenuto nel caso di Cambridge Analytica. Il social ha anche concordato di limitare il suo potere di cambiare in modo unilaterale i termini di utilizzo solo a quei cambiamenti che sono ragionevoli per gli interessi del consumatore.

Infine, i contenuti cancellati dagli utenti potranno essere conservati da Facebook solo in casi specifici – per esempio su richiesta dell’autorità giudiziaria – e per un massimo di 90 giorni in caso di motivi tecnici. Vengono poi riviste in modo più chiaro le regole che danno agli utenti il diritto di fare ricorso quando è invece il social a rimuovere i loro contenuti. Commissione Ue e autorità dei consumatori ora monitoreranno con attenzione la messa in atto concreta di questi impegni, altrimenti potranno scattare sanzioni.

Il commento di Fecebook – “Quest’anno abbiamo lavorato duramente per spiegare meglio come funziona Facebook, quali dati raccogliamo e come li usiamo” ha spiegato il social attraverso un portavoce. “Come parte di questi continui sforzi, aggiorneremo i nostri Termini di Servizio per essere più chiari su come Facebook genera profitti. Molti degli aggiornamenti sono il risultato del nostro lavoro con la European Consumer Protection Network (Cpc), ma i cambiamenti saranno apportati a livello globale. Apprezziamo la collaborazione con Cpc e condivideremo maggiori dettagli sugli aggiornamenti che implementeremo nei prossimi mesi”.

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on LinkedIn

Articoli correlati

Facebook difende Libra: vuole prevenire il riciclaggio di denaro, senza competere con altre valute

Facebook difende Libra: vuole prevenire il riciclaggio di denaro, senza competere con altre valute

Mediaset, Dailymotion condannata a risarcire 5,5 milioni per violazione copyright. Altre azioni legali in corso per 200 milioni

Mediaset, Dailymotion condannata a risarcire 5,5 milioni per violazione copyright. Altre azioni legali in corso per 200 milioni

Gambero Rosso e Class Editori per le eccellenze del turismo enogastronomico in Lombardia

Gambero Rosso e Class Editori per le eccellenze del turismo enogastronomico in Lombardia