Lorusso (Fnsi): poca fiducia negli Stati generali. Alla parole sono seguiti atti in direzione opposta

“Sugli Stati generali dell’editoria e dell’informazione del sottosegretario Vito Crimi non riponiamo grande fiducia perché alle parole che sono state pronunciate, anche da esponenti del governo, fanno da contraltare atti che invece vanno nella direzione opposta”. A dirlo Raffaele Lorusso, il segretario generale Fnsi, intervenuto ad Aosta all’assemblea dell’associazione stampa valdostana nell’ambito della campagna ‘No tagli No bavagli,’ lanciata dalla Federazione nazionale della Stampa italiana dopo il 28esimo Congresso della stampa italiana.

Raffaele Lorusso (Foto ANSA / CIRO FUSCO)

“Un governo non parla attraverso le dichiarazioni dei propri ministri e dei propri sottosegretari, ma attraverso gli atti e se gli atti dicono che c’è stato un taglio, se gli atti dicono che sono diminuite le risorse, dicono che non si è voluto fare nulla per contrastare il precariato nel settore giornalistico, penso ad esempio il modo con cui si abusa della figura del cococo: se il buongiorno si vede dal mattino non ci si potrà aspettare un granché fermo restando che io sarò felicissimo di essere smentito”, ha affermato Lorusso.

Secondo il segretario generale della Fnsi inoltre “all’emergenza tagli si aggiunge l’emergenza bavagli”. “Tra i tanti provvedimenti più volte annunciati, ma mai adottati, ha rimarcato, c’è anche quello che serve a contrastare le azioni risarcitorie temerarie che sono vere e proprie intimidazioni nei confronti dei colleghi. Su questo non è stato fatto nulla né nella passata legislatura né in questa”.

 

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