Cresce il peso della disinformazione in Rete che raggiunge il 7% dei contenuti online. Osservatorio Agcom

Cresce la disinformazione prodotta online nel primo bimestre del 2019: nel primo bimestre dell’anno +10% su dicembre 2018 e +4% su gennaio 2019. A renderlo noto l’Osservatorio Agcom sulle comunicazioni. Italia, meteo, euro, Salvini e Governo sono le parole più ricorrenti negli articoli tacciati di disinformazione.

L’Osservatorio mostra in Italia (da siti web, pagine e account social di disinformazione) un andamento crescente. In particolare, nei 6 mesi analizzati, da agosto 2018, la quantità di contenuti di disinformazione prodotti nel giorno medio raggiunge il valore massimo a febbraio 2019. La disinformazione prodotta giornalmente nel primo bimestre 2019 rappresenta il 7% dei contenuti online e si stima che un sito di disinformazione pubblichi, in media, 5 nuovi articoli al giorno.

La cronaca, con il 40%, è la categoria maggiormente oggetto di disinformazione, seguono politica (16%), scienza e tecnologia (14%), spettacolo (12%) poi ancora cultura (7%), economia (5%), esteri (4%), sport (2%).

La disinformazione sulle elezioni europee di maggio è cresciuta del 28% nel bimestre. Criminalità, immigrazione e disoccupazione sono i temi di maggiore incidenza ma anche quelli con le più elevate percentuali di disinformazione (rispettivamente 11%, 9% e 7%).

Qui i termini salienti della disinformazione online in Italia:

 

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