Blob compie 30 anni. La Rai lo festeggia con cinque appuntamenti (VIDEO)

“30 anni vissuti spregiudicatamente”, ma ancora vivissimo, anzi “immortale”. E’ Blob, la trasmissione cult di RaiTre che frammenta, coglie l’attimo e ricompone per associazioni dissacranti, ironiche o amare, la quotidianità televisiva e la nostra vita.Nata il 17 aprile 1989, dopo ben 9.268 puntate (di cui oltre mille monografiche) mercoledì 17 se ne celebrerà il compleanno con varie iniziative.

Un momento della conferenza: al tavolo con Stefano Coletta, Enrico Ghezzi e Angelo Guglielmi

E c’era il parterre delle grandi occasioni al primo festeggiamento, con tanto di torta a viale Mazzini, con Enrico Ghezzi, autore, ideatore e anima del programma insieme a Marco Giusti, Angelo Guglielmi, l’inventore della stessa RaiTre e di ‘Blob, di tutto di più’ e l’attuale direttore di RaiTre, Stefano Coletta. E poi in prima fila nella Sala degli Arazzi tante “vittime” del programma satirico ma anche testimone di trent’anni di storia d’Italia: da Sandra Milo – famoso il tormentone del suo grido “Cirooo” per l’atroce scherzo sull’incidente del figlio; Alba Parietti; Furio Colombo, allora negli Usa, estimatore del programma finché non si è visto lui stesso e si è arrabbiato moltissimo. Franca Leosini, Pino Strabioli, Fulvio Abbate, Max Paiella, e tanti altri.

Cinque gli appuntamenti per i 30 anni: domenica 14 aprile a mezzanotte e dieci, una Blob story, mercoledì 17 un’invasione con dieci clip cult. Il 13 giugno alle 23,20 una puntata speciale con tutti i protagonisti della politica italiana degli ultimi trent’anni, riproposta anche nell’estate di Blob, anche in ‘Fuori Orario’, la creatura di Ghezzi per cine-nottambuli.

Enrico Ghezzi con Franca Leosino, Sandra Milo e Alba Parietti

Per chi fa televisione ritrovarsi in Blob “vuol dire che esisti”, dice Parietti. “Sono stata oggetto di riciclo e mi ci trovo a mio agio perché sono chiamata donna di plastica”, scherza, del resto “l’unico modo di fare cultura in tv è non farla, come dice Guglielmi”. “Blob è la televisione”, secondo quest’ultimo, critico letterario che aprì alla Rai la strada della grande satira e della sperimentazione (Coletta vuole seguire quella scia, oltre che riportare la satira sulla rete, e ieri ha conosciuto per la prima volta l’ex direttore). Irriverente, anarchico e affascinante, il flusso di Blob ha “l’ambiguità delle opere d’arte, è a seconda di come lo recepisci” per Bruno Voglino.

Un momento della conferenza

Blob ha resistito a tutti i cambi di vertice, agli scossoni politici e al tempo, “difeso da tutto e tutti”, per Coletta, che parla di “psicosi creativa che genera un’insalata di parole, da farla diventare una trasmissione televisiva iconica”. Che fa anche da traino alla prima serata. Non solo parole ma immagini leggere o tragiche, prese dalla tv stessa ma anche dal cinema, da video autoprodotti e ora dal web, che accostate fra loro cambiano natura in ironia o poesia: nel dramma ansiogeno dell’11 settembre, in cui come le Torri gemelle si polverizza lo spettro colorato della tv , o nel ridicolizzare un Bin Laden bucolico col kalashnikov in spalla con la canzonetta di Heidi.

 

“Blob ci avverte e ci punisce, come gli Dei dell’Olimpo”, commenta Guglielmi, paragone non dispiace a Ghezzi, che invece come Franz Kafka sogna di essere il “pellerossa che corre su un cavallo” e che poi si dissolve in pura aria e visione: “La scomparsa del tempo permette allo spazio di manifestarsi”, è la relatività secondo l’autore di Blog, che nel 1989 raccolse il suggerimento di Guglielmi. L’idea infatti venne all’allora direttore di RaiTre grazie a suo figlio, “che leggeva Il Mattinale de Il manifesto, frammenti quotidiani di editoriali, e mi disse: perché non lo fai in tv? Lo proposi a Ghezzi, dopo trenta giorni arrivò Blob”. Il cui nome nasce dal film ‘Blob, fluido mortale’, horror fantasy con Steve McQueen, in cui una massa gelatinosa dilaga dalle griglie metropolitane. Così le immagini allagano la nostra vita e fa impressione rivederne trent’anni in frammenti di secondi: da piazza Tienanmen a Gorbaciov, da Hitler in vacanza alle donne in lotta per la 194, dal crollo del Muro di Berlino fino a oggi. Flash attuali come “ready made” duchampiani, vola alto Fulvio Abbate che trova in questo la ricetta per la resistenza del programma.

Una scelta intelligente compiuta ogni giorno dalla squadra di Blob: gli “storici” Paolo Papo e Paolo Luciani (è stato ricordato con un applauso lo scomparso Ciro Giorgini), Sabrina Barletta, Sara Cipriani, Fabio Masi e tanti altri; sono miliardi i secondi di tv montati da Michele Del Fa’ e Daniele Pecorelli. Ghezzi scherza: “avevamo pensato di trasmettere tutte le puntate al centro Pompidoux, ci vorrebbero tre mesi…”.

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