Verna: con il 5G Ordine più impegnato per formazione e qualificazione professionale

“La tecnologia 5G vedrà l’Ordine dei giornalisti ancor più impegnato in attività di formazione e qualificazione professionale dei colleghi di oggi e di domani, per valorizzare al meglio le potenzialità di questa tecnologia ed evitare la disintermediazione selvaggia dell’informazione”. Ad affermarlo il Presidente nazionale dell’Ordine dei giornalisti, Carlo Verna, intervenendo il 13 aprile al convegno sul tema ‘L’informazione nell’era del 5G’, organizzato a Napoli dall’Ordine degli Ingegneri (presieduto da Edoardo Cosenza) e dal Consiglio Nazionale degli Ingegneri (presieduto da Armando Zambrano).

L’obiettivo, ha spiegato Verna, è un istituto di alta formazione nei nuovi sistemi per l’informazione il cui primo nucleo nascerà proprio a Napoli grazie a una collaborazione col Dipartimento di Scienze sociali dell’Università Federico II.

Carlo Verna (Foto ANSA/RICCARDO ANTIMIANI)

Al confronto, moderato dal giornalista Luigi Monfredi (Tg1 Economia), hanno preso parte il sottosegretario con delega all’editoria Vito Crimi, il segretario dell’Unione Stampa Periodica Italiana (Uspi), Francesco Saverio Vetere, Simon Pietro Romano (docente della Federico II e manager della Apple Developer Academy) e Daniele Luminari, manager di Fastweb, che si sono confrontati sull’impatto che l’evoluzione tecnologica avrà sulla vita di tutti i giorni.

“Il giornalista è l’ingegnere dell’informazione e deve porsi come garante della qualità e del suo valore aggiunto di professionista, esigenza tanto più sentita quanto le nuove tecnologie consentiranno di veicolare in modo più rapido e diretto una quantità sempre maggiore di informazioni”, ha sostenuto il sottosegretario Vito Crimi. Alla domanda su cosa farà in questo scenario l’esecutivo per sostenere un’editoria pesantemente penalizzata dalla crisi economica, Crimi ha spiegato: “il sostegno pubblico non a caso e’ chiamato ‘fondo per il pluralismo’. Molti errori sono stati fatti in passato. I governi non hanno colto i profondi cambiamenti che stava vivendo il mondo dell’informazione, operando con strumenti già sorpassati”. “Va chiarito che per il 2019 non ci saranno tagli che invece opereranno progressivamente dal 2020, ma solo per le imprese che percepiscono oltre 500 mila euro l’anno”, ha spiegato poi. “Ciò significa che non penalizzeremo le realtà piccole, locali, indipendenti dai poteri forti e dai grandi gruppi economici”, ha puntualizzato.

Vito Crimi (Foto ANSA/ETTORE FERRARI)

Crimi ha annunciato ulteriori bandi per le imprese editoriali che investono in innovazione, “con procedure e tempi di selezione ed erogazione più rapidi che in passato”. ”

Di nuove tecnologie, ruolo del giornalismo e sostegni all’editoria, ha ribadito il segretario dell’Uspi, Vetere, discutiamo in queste settimane negli Stati generali dell’informazione”. Fra gli altri strumenti di sostegno all’informazione.

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