Vivendi: ricavi a +10,7% nel primo trimestre, grazie a Universal Music Group e al consolidamento di Editis

I ricavi di Vivendi sono cresciuti nel primo trimestre grazie alla solida performance della controllata Universal Music Group. Nello specifico il fatturato della compagnia francese attiva nel campo dei media e delle comunicazioni, precisamente nell’industria della musica, della televisione, del cinema e dei videogiochi, si è attestato a 3,46 miliardi di euro (3,91 miliardi di dollari), in crescita del 10,7 % rispetto ai 3,12 miliardi di euro dello stesso periodo dello scorso anno.

Arnaud de Puyfontaine (foto Olycom)

L’incremento è dovuto principalmente alla crescita dei ricavi di Umg, saliti da 1,22 miliardi di euro a 1,5 miliardi di euro (+22,9%), grazie all’aumento degli abbonamenti e del fatturato da streaming,  e al consolidamento di Editis France da febbraio 2019 (+89 milioni). Editis, per l’intero periodo, ha realizzato ricavi pari a 134 milioni (-1,3%).

I ricavi di Canal+, la controllata che produce e distribuisce film, sono invece scesi mentre quelli di Havas, gruppo di consulenza nella comunicazione d’impresa, principalmente mediante l’agenzia pubblicitaria Havas Worldwide, sono cresciuti rispetto allo stesso periodo del 2018.

“Costruire un leader mondiale di essenza europea nei contenuti, nei media, e nella comunicazione”. Questo il progetto strategico di Vivendi, secondo gli obiettivi illustrati da Yannick Bolloré, durante l’assemblea generale degli azionisti al teatro Olympia di Parigi. Bolloré ha insistito sulla necessità di promuovere e difendere “la specificità culturale europea”, in un mondo “polarizzato tra cultura americana e cultura asiatica”. “Oggi c’è spazio per i contenuti europei”, ha sottolineato, aggiungendo che allo Stato attuale Vivendi nutre inoltre l’ambizione di diventare “leader mondiale della cultura europea”. Secondo quanto riferito dal ceo, Arnaud de Puyfontaine, Vivendi è attualmente nella top 10 dei colossi Media del mondo.

Yannick Bollorè

Al termine della presentazione, il ceo de Puyfontaine, ha parlato anche dell’impegno in Tim, di cui Vivendi detiene il 24% del capitale. All’assemblea del 29 marzo di Tim “siamo stati pragmatici” per “costruire le basi del successo” dell’azienda, ha affermato. “Lavoriamo per il bene di Tim.

Nel corso dell’assemblea generale del gruppo a Parigi, il manager aveva anche elencato quelle che per il colosso francese sono le “condizioni indispensabili per il successo di Tim”: un “piano industriale ambizioso e di lungo termine”, una “governance rasserenata e trasparente” all’interno di un “Cda efficace e indipendente”. L’assemblea di Tim del 29 marzo, ha ribadito davanti agli azionisti, “ha consentito di dimostrare che siamo al tempo stesso pragmatici e determinati”. Tim e l’Italia “occupano un posto estremamente importante sia nella costruzione del nostro gruppo paneuropeo di entertainment sia nella distribuzione di contenuti”.

“Lo dico Urbi et orbi. Vivendi è in Italia per molto tempo, con l’obiettivo far vincere Tim e per tessere legami solidi nel campo dei contenuti e dei media”, ha detto poi. De Puyfontaine ha aggiunto che in Italia “molte sfide” restano ancora aperte. Ma Vivendi conta sul gruppo Bolloré che permette di essere “molto esigenti”.

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