Rai verso una riduzione del bouquet tematico. I primi mal di pancia per il piano di Salini iniziano dal cinema

Il clamore suscitato dalla chiusura di Rai Movie (interamente votato al cinema) e di Rai Premium (dedicato alle repliche di fiction italiana) prospettata nel piano industriale della Rai e di cui ha parlato l’ad Fabrizio Salini nella audizione in Vigilanza della settimana scorsa, ha convinto l’azienda ad uscire con un comunicato per spiegare di che cosa si tratta.

Fabrizio Salini (Foto ANSA/ANGELO CARCONI)

Nella prospettata razionalizzazione del bouquet tematico contenuta nel Piano industriale il comunicato della Rai punta ad affermare come prima cosa che il ripensamento dei canali specializzati non determinerà una riduzione ma amplierà e arricchirà l’offerta cinematografica : “ancora più presente su più canali. Ciò consentirà peraltro di andare maggiormente incontro alle esigenze del pubblico offrendo meno repliche e una più ricca e varia programmazione di cinema serie tv e contenuti originali”.
In ballo c’è lo spettro della sparizione del canale cinema Rai Movie, che sta scuotendo il risentimento dei social agitando il corpaccione e i sindacati di viale Mazzini e preoccupando il cinema italiano. Ora Rai Movie insieme a Rai Premium e a Rai4 costituisce il bouquet Gold quello che fa i maggiori ascolti e i maggiori incassi pubblicitari del comparto specializzato della Rai (quasi 60milioni).

Nel piano industriale invece il nuovo canale “che nascerà non dalla chiusura ma dalla fusione di Rai Premium e Rai Movie” e che dovrebbe chiamarsi Rai 6, sarà più orientato al pubblico femminile e affiancherà Rai 4 che è più maschile.
L’idea di Salini è di sostituire un canale verticale di cinema con un’offerta orizzontale cross canale per cui la proposta di film sarà potenziata sfruttando i palinsesti del nuovo Rai 6, di Rai 4 e del canale culturale Rai5 con il forte supporto di Rai Play mirando con offerte specifiche a target diversificati. Questo è quanto si evince dal comunicato.
Evidentemente questa mossa prelude ad un complessivo ripensamento dell’offerta tematica della Rai che al momento non si conosce e conferma un deficit di comunicazione di cui da tempo si lamentano i quadri aziendali.
Certo è che si va verso una riduzione del bouquet tematico attuale che in prima battuta si calcola porterà a una perdita di introiti pubblicitari di circa 15 milioni. Un’operazione in sintonia con le prescrizioni nell’ultimo contratto di servizio.

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