Radio Radicale, il direttore dell’emittente chiede proroga e nuova gara. Conte: se ne parla agli Stati Generali dell’Editoria

Istituzioni e forze politiche ascoltino l’appello lanciato ieri dal presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, a “non spegnere la voce” di Radio Radicale, “il grande lascito che Marco Pannella ha dato al Paese e agli italiani, che da 43 anni conoscono le istituzioni grazie al nostro servizio. L’auspicio è continuare a fornire questo servizio a tutti i cittadini”. Così Alessio Falconio, direttore di Radio radicale intervistato dall’Adnkronos.

Alessio Falconio, direttore Radio Radicale

“Faccio nostro – dice Falconio all’Adnkronos il giorno dopo le parole del sottosegretario con delega all’editoria Vito Crimi, che ha rivendicato a fine maggio i tagli al settore e la revoca della concessione all’emittente organo della Lista Pannella – l’appello della presidente del Senato Casellati, che ringrazio tantissimo, così come vanno i nostri ringraziamenti a tutti gli esponenti politici ed istituzionali che in questo mese sono stati al nostro fianco e si sono spesi per noi. Chiedo a tutti di fare qualcosa, affinché il servizio svolto da 43 anni possa continuare anche dopo il 20 maggio”, termine di scadenza della convenzione.

Maria Elisabetta Alberti Casellati (Foto
Ansa/Alessandro Di Meo)

Falconio si dice pronto a una nuova gara pubblica ma chiede subito una proroga della convenzione che scade il 20 maggio per scongiurare la chiusura del servizio e parla anche del suo rapporto con Crimi: “Lo abbiamo incontrato lo scorso agosto, poi non abbiamo avuto più un confronto diretto con lui. Forse Crimi o non apprezza il servizio che facciamo noi o non lo ritiene importante”.

“Siamo pronti a una nuova gara pubblica, lo siamo sempre stati – sottolinea Falconio – Abbiamo vinto quella del ’94, l’unica che si è fatta, e poi abbiamo continuato a chiederla negli anni successivi. A questo punto, però – avverte – una gara deve intervenire assicurando la continuità del nostro servizio, che scade il 20 maggio. Ecco perché chiediamo subito una proroga. Lo chiediamo davvero senza polemiche, perché altrimenti il nostro servizio non può continuare”.

Il direttore dell’emittente ricorda: “abbiamo scoperto che c’era il dimezzamento della convezione in sede di esame della legge di bilancio lo scorso novembre. Ora sono impegnato per scongiurare il rischio che cessi il nostro servizio”.

In merito alla vicenda di Radio Radicale è intervenuto anche il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, rispondendo a una domanda dei giornalisti: “su Radio Radicale e per tutte le altre testate giornalistiche trarremo le conclusioni in base all’esito degli Stati generali sull’editoria. Su Radio radicale abbiamo fatto un programma triennale e come regime transitorio vale quello”.

 

Vito Crimi e Giuseppe Conte (Foto ANSA/RICCARDO ANTIMIANI)

Una presa di posizione che ha portato alla replica da parte dell’emittente: “in relazione alla dichiarazione di questa mattina del presidente del Consiglio Conte, precisiamo che il piano di tagli triennale al quale si riferisce, non si applica a Radio Radicale per la quale la legge di bilancio ha previsto l’azzeramento di tutti i contributi dal 1° gennaio 2020 e la cessazione della convenzione con il Mise per la trasmissione dei lavori parlamentari dal prossimo 20 maggio 2019”. “Il proseguimento del servizio pubblico di Radio Radicale – prosegue – richiede un provvedimento urgente del governo che preveda la proroga della convenzione almeno fino alla fine del 2019 per dare il tempo di ricercare e mettere in atto soluzioni stabili che ne garantiscano la vita per il periodo successivo”.

Anche l’ad Rai Fabrizio Salini, nel corso dell’audizione in Commissione di Vigilanza Rai, è stato sollecitato a fornire ragguagli su una eventuale trattativa con Radio Radicale: “ci sono stati degli incontri con Radio Radicale. Noi siamo assolutamente consapevoli del valore dell’archivio della radio. Abbiamo avuto degli incontri che al momento non hanno portato ad esiti positivi. Ci siamo comunque proposti di incontrarci di nuovo e arrivare magari con delle proposte concrete da parte nostra”.

Agli appelli a sostegno di Radio Radicale, intanto, si è aggiunta anche la voce di Fiammetta Borsellino: “decisione incomprensibile e inaccettabile” e che “contrasta con i dichiarati propositi di cambiamento”. E aggiunge: “ringrazio, anche a nome della mia famiglia, per il contributo alla trasparenza nel dibattito parlamentare e pubblicità dei più importanti processi penali”, compresa “la copertura mediatica dei processi Borsellino quater e quello relativo al depistaggio”.

Intervistata da LaPresse, invece, Emma Bonino, ha parlato, senza troppi giri di parole, di una “condanna a morte da parte del governo” che “vuole spegnere una voce libera, politica ma non partitica” e che negli anni è diventata “la più grande scuola di politica istituzionale del Paese”.

Anche secondo la rubrica ‘Montecitorio Selfie’ di Tgtg su Tv2000, a cura di Augusto Cantelmi, si tratta di “una voce che si spegne”:

Leggi lo speciale di Primaonline su Radio Radicale

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on LinkedIn

Articoli correlati

Rcs, la Procura apre un’inchiesta sulla sede del Corriere in via Solferino a Milano

Rcs, la Procura apre un’inchiesta sulla sede del Corriere in via Solferino a Milano

Attenzione agli imprenditori arrabbiati di Delzio

Attenzione agli imprenditori arrabbiati di Delzio

Prosegue lo scontro su Radio Radicale. Blog delle Stelle: soldi pubblici a Radio Soros. Lega: presidio di libertà da difendere

Prosegue lo scontro su Radio Radicale. Blog delle Stelle: soldi pubblici a Radio Soros. Lega: presidio di libertà da difendere