Marina Berlusconi: educational ed estero per crescere nei libri. Mediaset la vera risposta agli Ott

“Abbiamo tutte le carte in regola per crescere e sappiamo anche dove andare”. Lo afferma Marina Berlusconi, presidente di Mondadori e Fininvest a margine dell’assemblea della casa editrice. “Vogliamo crescere nei libri e per quanto riguarda l’educational guardiamo all’Italia perché abbiamo ancora uno spazio possibile e pensiamo di investire in settori nei quali non siamo presenti come il professionale”, spiega Marina Berlusconi, mentre “per il ‘trade’, visti i limiti antitrust che ci sono, dobbiamo guardare all’estero e stiamo esaminando varie opportunità sui principali mercati, come la Germania e la Francia, con un occhio di riguardo al mercato anglosassone per il fattore della lingua”, aggiunge il presidente di Mondadori.

Marina Berlusconi (foto Olycom)

Mondadori “è una società che come si vede dai numeri del bilancio ha fatto molto bene in questi anni. Ha portato a termine con successo un vero e proprio ‘turn around’ e ci presentiamo con un indebitamento che è sceso di 300 milioni dal 2013 a quella che sarà la chiusura del 2019, che quest’anno stimiamo con un indebitamento inferiore a 70 milioni”, spiega Marina Berlusconi. “Se non dovessimo fare investimenti, cosa che invece mi auguro, noi potremmo chiudere il 2020 con un indebitamento pari a zero. Quindi anche qui lavori in corso, idee chiare e risorse disponibili”, conclude il presidente della casa editrice.

Bene alleanze internazionali. “Siamo disponibili e assolutamente favorevoli”, ha detto, invece, la presidente Fininvest e Mondadori, sempre a margine dell’assemblea della casa editrice, rispondendo a una domanda sull’alleanza internazionale allo studio per il gruppo televisivo. Potrebbe avvenire già quest’anno? “Prima è, meglio è”, la risposta.

“Quello internazionale è un progetto al quale sta lavorando Mediaset e mi pare che la strada tracciata da mio fratello Pier Silvio sia molto chiara”, ha detto Marina Berlusconi. L’alleanza, che secondo gli analisti finanziari potrebbe non escludere integrazioni azionarie, serve “per raggiungere una massa critica sufficiente per poter essere competitivi con l’obiettivo di fare di Mediaset il primo network a livello europeo”.

“E’ un progetto al quale crediamo e che speriamo possa andare in porto”, ha detto ancora Berlusconi, e la smentita di Mediaset a un’integrazione a breve con la tedesca ProsiebenSat sarebbe stata fatta “perché ci sono lavori in corso, stiamo parlando con tutti e vedremo cosa succede”.

Nessuna novità con Vivendi. Con Vivendi, invece, “non ci sono novità, la parola è agli avvocati e alla cause”, ha aggiunto la presidente Fininvest e Mondadori a margine dell’assemblea della casa editrice. Domani mattina, ricorda l’Ansa, prima dell’assemblea, si terrà un Cda di Mediaset per decidere quale atteggiamento tenere nei confronti di Vivendi e della fiduciaria Simon che si presenteranno all’assise del gruppo televisivo, che dovrà decidere tra l’altro sull’introduzione del voto maggiorato, che di fatto ‘blinda’ ulteriormente il controllo di Fininvest su Cologno monzese. Nella scorsa assemblea il Cda di Mediaset non permise la partecipazione a Simon che detiene quasi il 20% del Biscione trasferito dai francesi e gli analisti prevedono che l’atteggiamento sarà lo stesso.

“Nessuno ha voglia di passare il resto della vita in Tribunale, ma abbiamo avuto la possibilità di toccare con mano quella che è l’affidabilità di Bolloré e dei sui collaboratori: è il classico vicino di casa che nessuno di noi vorrebbe avere”, ha dichiarato la presidente di Fininvest escludendo che nelle trattative per la nascita di un’alleanza internazionale televisiva europea, possa esserci un ritorno del progetto con Vivendi anche alla luce delle trattative sulla causa miliardaria per danni in corso di fronte al Tribunale di Milano. “Riesce ancora adesso a compiere il solito miracolo al contrario: riesce ad arrecare danni molto rilevanti agli altri, danneggiando allo stesso tempo anche sé stesso”, aggiunge Marina Berlusconi.

La tv “calda” in stile Mediaset. Quanto, invece, alla “risposta a Netflix, Amazon, Disney” e agli altri ‘Over the top’, Marina Berlusconi ha detto che “non può che essere quella di una televisione ‘calda’, famigliare, nella quale noi siamo maestri, una televisione che continua a fare grandi numeri e ascolti, che sono quelli che interessano agli investitori pubblicitari”.

Il Giornale. “Garantiremo naturalmente il massimo della collaborazione per trovare una soluzione che garantisca la compatibilità economica e finanziaria per il Giornale e soprattutto che dia al Giornale la prospettiva di un futuro solido e sicuro come merita”, ha detto la presidente di Mondadori, a margine dell’assemblea della casa editrice rispondendo a una domanda sulla situazione del quotidiano. “Ho ribadito la vicinanza ideale e l’affetto che lega la mia famiglia e mio padre in particolare al Giornale, ricordando anche che noi siamo azionisti di minoranza per cui le decisioni spettano a mio zio Paolo”, ha aggiunto Marina Berlusconi che, su eventuali prospettive di vendita ha aggiunto: “Dovete domandare all’azionista di maggioranza”, che detiene circa il 36% del quotidiano.

Mondadori, l’assemblea degli azionisti approva il bilancio

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on LinkedIn

Articoli correlati

Menlo Park si affida ai giornalisti per selezionale alcuni contenuti nel nuovo News Tab

Menlo Park si affida ai giornalisti per selezionale alcuni contenuti nel nuovo News Tab

News Corp al lavoro su un aggregatore di news per rispondere alle preoccupazioni degli editori su Google e Fb

News Corp al lavoro su un aggregatore di news per rispondere alle preoccupazioni degli editori su Google e Fb

Hong Kong, anche YouTube chiude 210 canali che diffondevano fake news sulle proteste

Hong Kong, anche YouTube chiude 210 canali che diffondevano fake news sulle proteste