Stampa e regime ricorda Massimo Bordin. E sul sito di Radio Radicale l’intervento sul perché il finanziamento pubblico all’emittente

Il sito web di Radio Radicale è stato modificato ieri in omaggio a Massimo Bordin, con un’apertura a tutto campo dedicata all’annuncio della sua scomparsa. Nei prossimi giorni tornerà a presentarsi come prima.

Il sito di Radio Radicale

Anche la puntata odierna (giovedì 18 aprile 2019) di Stampa e regime, condotta dal direttore Alessio Falconio e Roberto Spagnoli, è stata interamente dedicata a Bordin e a tutti gli articoli di giornale che parlano di lui. Una puntata “straordinaria” che “non avremmo mai voluto fare”, ha detto Falconio.

La rassegna si è aperta con il Foglio, “seconda casa per Massimo”, che alla voce di Radio Radicale ha dedicato grande spazio, in prima e con due pagine interne. Domani, invece, venerdì 19 aprile, Stampa e regime sarà curata da Francesco Merlo.

La Camera ardente di Massimo Bordin, ha ricordato il direttore, è all’ospedale Istituto Dermopatico dell’Immacolata di Roma dalle ore 10:30 alle 15 di oggi, giovedì 18 aprile. Il saluto degli amici a Massimo si terrà alla facoltà valdese, via Pietro Cossa 40, Roma alle 10:30 di venerdì 19 aprile.

In homepage sul sito dell’emittente è stato inoltre ripubblicato l’intervento di Bordin all’ottavo Congresso italiano del Partito Radicale. Radio Radicale, ricordava lo scorso febbraio Bordin, “nasce da un problema di soldi” e dalla “decisione politica di Marco Pannella e del Partito Radicale di rifiutare il finanziamento pubblico”. Come? Alla prima legislatura in cui furono eletti, dal 1976 al 1979, i radicali “fecero questo ragionamento: noi il finanziamento pubblico non lo vogliamo, ma se proprio insistete a darcelo, lo devolviamo ad altro da noi, a gente a cui poi non chiederemo conto, un soggetto autonomo. Questo è il dna di Radio Radicale” ed il motivo che spiega perché “l’anomalia spesso evocata di una radio di partito semplicemente non esiste”.

Quanto al finanziamento pubblico a Radio Radicale – che proprio in questi giorni combatte la sua battaglia contro il taglio deciso dall’esecutivo -, proseguiva il ragionamento Bordin, riferendosi a quanti vorrebbero che l’emittente vada sul mercato: “facendo servizio pubblico, per un privato come noi, semplicemente mercato non c’è”, spiegava. E “per un motivo molto semplice: in Italia il servizio pubblico radiotelevisivo non ha mercato perché c’è già il servizio pubblico della Rai e non puoi fare concorrenza alla Rai, è una partita persa in partenza. Sapete quale è l’unico paese dove c’è un esempio paragonabile a Radio Radicale? Gli Stati Uniti d’America”. Ecco perché a Radio Radicale “l’invito ad andare sul mercato non va bene”.

Alessio Falconio (a destra) e Roberto Spagnoli

Intanto la Fnsi chiede al Parlamento di “riaccendere Radio Radicale”. Il sindacato dei giornalisti infatti “auspica che gli appelli che si stanno moltiplicando in queste ore si trasformino in atti concreti per salvare l’emittente”. “Persino nel Movimento 5 Stelle e nella Lega c’è chi ritiene condivisibile la nostra battaglia”, ha rimarcato il direttore Alessio Falconio. Mentre domenica a Roma ci sarà una ‘maratona oratoria’ per salvare la radio.

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